Antonino d’oro a Madre Cànopi: “Nel mio cuore c’è posto per tutti”

04 Luglio 2015

anna maria cànopi

Piccola e gracile, avvolta nell’abito da abbadessa, con lo sguardo sempre basso e un’umiltà davvero rara. E poi quella voce così sottile, capace, però, di arrivare al cuore di tutti coloro che stamattina hanno riempito la chiesa di Sant’Antonino, in occasione della celebrazione del Santo Patrono della città. Madre Anna Maria Cànopi, fondatrice dell’abbazia Mater Ecclesiae nell’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, in provincia di Novara, ha ricevuto dalle mani del vescovo di Piacenza-Bobbio Mons. Gianni Ambrosio l’Antonino d’oro 2015. “Non sono abituata a parlare in pubblico – ha detto Madre Cànopi – ma sono onorata di ricevere questo riconoscimento e voglio ringraziarvi. Ricambio il vostro affetto, lo porterò nel mio cuore, dove c’è posto per tutti”. Un discorso semplice eppure di una forza dirompente.

Madre Cànopi ha regalato una parola di dolcezza e di conforto a chiunque l’abbia avvicinata. Molti si sono commossi stringendole la mano. Qualcuno ha sentito il desiderio di abbracciarla come per proteggerla. Nata a Pecorara 84 anni fa, Madre Cànopi ha trovato nella clausura e nel “silenzio” del suo Lago il mistero della Croce.

Don Giuseppe Basini, parroco della Basilica di Sant’Antonino, ha spiegato il motivo per cui quest’anno il riconoscimento è andato alla religiosa: “Volevamo esprimere gratitudine e stima nei confronti di una piacentina che vive la sua “missione” con umiltà e allo stesso tempo rimarcare l’importanza delle tante religiose che operano sul nostro territorio”.

La consegna dell’Antonino d’oro è seguita alla messa celebrata da mons. Ambrosio che ha ricordato come “gli uomini siano simili alla creta e quindi esposti all’usura del tempo e alle rotture. Da qui l’esigenza di aiutarsi reciprocamente a superare le difficoltà della vita”. Il Vescovo si è poi soffermato sul pericolo delle dipendenze come quella del gioco d’azzardo che spesso “si trasforma in una grande e pericolosa trappola”.

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