Dal fantasy ai platform, dagli sparatutto ai giochi di ruolo: nasce Gaming. Su Liberta.it

Di Andrea Peroni 06 Giugno 2022

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Sabato 27 gennaio 1883 nasceva Libertà. Il quotidiano su carta stampata che ha fatto la storia di Piacenza e dintorni, che ha raccontato le pagine più memorabili ma anche più tragiche d’Italia, attraverso un nome che intendeva unire, colpire, ispirare. Da quel momento, Libertà ha fatto passi in avanti, proiettandosi verso un futuro in continua evoluzione, e adattandosi a forme e interessi che i lettori del giorno d’oggi, avidi di notizie, desiderano avere in ogni momento. Tra questi lettori, è ovvio, c’è sicuramente qualche videogiocatore.

Siamo nel 2022, il concetto di videogioco è ormai sdoganato, si è allontanato dalla semplice etichetta di prodotto ludico per bambini o “nerd” fino a ergersi a nuova forma d’arte, sebbene la discussione sia ancora aperta e molto accesa. Tecnicismi a parte, parliamo di un mercato che ha avuto una crescita spaventosa in soli 40 anni. Nel 2020, dati alla mano, sul pianeta Terra si contavano qualcosa come 2,7 miliardi di persone che hanno avuto o avevano in quel momento a che fare con i videogiochi tra console da gaming, PC, smartphone, tablet, persino calcolatrici – ebbene sì, qualche folle è riuscito nel 2017 a far girare lo storico Doom su una calcolatrice scientifica.
Un numero incredibile fino a poco tempo fa e destinato comunque ad aumentare, proiettato verso un trend ascendente che non accenna a rallentare – anzi, si può dire che la pandemia Covid-19 ha accelerato il processo.

Proprio per questo, anche l’industria sta rapidamente cambiando volto, con un ritmo incessante difficile talvolta da seguire e somme di denaro da far girar la testa. Sony, ad esempio, nel giro di due anni ha inglobato alcuni talentuosi studi sparsi in tutto il mondo tra cui gli svedesi di Housemarque, l’inglese Firesprite, e i team americani di Bluepoint, Bungie e Insomniac Games, quest’ultima autrice del rilancio di Spider-Man nel 2018. Microsoft, desiderosa di allargare il suo bacino d’utenza e soprattutto il suo Xbox Game Pass, ha messo mano al portafoglio portandosi a casa ZeniMax Media (che include Bethesda e tutte le sue IP, da The Elder Scrolls a Fallout) per 7,5 miliardi di dollari. Se vi sembra una cifra elevatissima, sappiate che sempre Microsoft è in procinto di completare l’acquisizione di Activision Blizzard, l’azienda di Call of Duty, Overwatch, Diablo e Warcraft, per la bellezza di quasi 70 miliardi. E questi, sia chiaro, sono solo alcuni esempi.

In questo vorticoso divenire, anche il settore degli e-sports, gli sport virtuali, è in vertiginosa crescita, anche nel Belpaese. Un mercato da 45 milioni di euro solo nel 2021, solo in Italia, che diventano 1 miliardo in tutto il mondo, e che coinvolgono centinaia di milioni di appassionati. La Call of Duty World League, torneo ufficiale di Activision organizzato con tappe in tutto il mondo, mette in palio ogni anno premi milionari per i team che competono per la gloria. I campionati mondiali di League of Legends, poi, registrano numeri da capogiro: nel 2020, nel corso di una partita delle fasi finali del torneo del 2020, gli organizzatori hanno registrato un impressionante picco di quasi 46 milioni di spettatori collegati simultaneamente, con oltre 100 milioni di spettatori coinvolti nell’arco dell’intera competizione. Eppure, c’è ancora chi non solo non è convinto degli e-sports, ma tende inoltre a screditarli, schiacciati da un sentimento conservatore. La speranza è che le cose cambino, e che anche i più scettici possano aprire gli occhi di fronte alle potenzialità che questo settore è capace di offrire.

Ridurre il tutto ai freddi numeri non è infatti il modo giusto per riuscire a capire e apprezzare questo medium fatto di tecnologia, innovazione, storie ed esperienze indimenticabili. Alcuni dei migliori ricordi della vita di chi ama i videogiochi arrivano proprio grazie a loro. C’è chi trascorreva le giornate nelle mitiche sale-giochi tra i cabinati, c’è chi ha visto l’esordio delle mitiche console Nintendo e Sega negli anni ’80 e chi ha assistito all’epocale passaggio alla terza dimensione poco prima del 2000, quando PlayStation scende in campo e costruisce da zero un brand destinato a fare storia. Da quel momento in poi, l’industria si espande con una crescita esponenziale, nei numeri e nella varietà, facendo nascere immense community di utenti online e portando alla luce pietre miliari incontestabili come The Last of Us, The Witcher 3: Wild Hunt, Minecraft, The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Red Dead Redemption II, Fortnite e ovviamente il sempreverde Grand Theft Auto V, a quota 165 milioni di copie vendute capaci di fargli superare l’intramontabile Tetris.

I videogiochi sono ovunque intorno a noi. Passione o svago che siano, è inutile negare che siano entrati a far parte della quotidianità di tutti. Conoscerli e saperne di più, in questo clima, diventa quasi un obbligo, e noi siamo qui proprio per questo.

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