Il 2022 dei videogiochi: ricavi in calo, il formato fisico è ormai morto

Di Andrea Peroni 03 Gennaio 2023

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Inizia un nuovo anno, ed è tempo di fare i conti in tasca, raccogliere le idee e capire come il mercato ha reagito alla lenta ripresa della vita dopo i danni della pandemia del recente periodo. I numeri rispecchiano abbastanza fedelmente questa ripresa, con sempre più persone che hanno dovuto mettere da parte i videogiochi per pensare a lavoro, famiglia e vita privata, ma i ricavi sono comunque molto importanti.

Games Industry, specializzato nell’analisi dei dati di vendita del mercato videoludico, ha riportato l’andamento del settore negli ultimi dodici mesi, evidenziando una tendenza in discesa rispetto all’anno precedente. Nel 2022, infatti, i ricavi dell’industria videoludica si sono attestati intorno ai 184,4 miliardi di dollari, con un calo del 4,3% in confronto ai numeri registrati nel 2021. Di questo totale, 173,8 milioni di dollari sono arrivati tramite transazioni digitali (videogiochi, dlc, microtransazioni, skin, bundle e altri contenuti), mentre i restanti 10,7 attraverso il mercato retail – vendite di copie fisiche in negozio, per dirla in altra maniera. Non è difficile capire quale sia quindi il trend attuale del mondo dei videogiochi, con il mercato digitale che ha ormai preso il sopravvento su quello fisico rappresentando il 94,2% dei ricavi totali. In altre parole, il formato retail è paragonabile a un morto che cammina, in rapida discesa ogni anno che passa.

Passando a un’analisi più approfondita, risalta all’occhio che la situazione digitale/fisico sia ancora combattuta nel settore delle console. Su PlayStation e Xbox, ad esempio, il rapporto tra i due metodi di vendita è diviso rispettivamente tra il 72% e il 28%, mentre il caso di Switch è totalmente differente, con l’eShop di Nintendo che registra vendite inferiore rispetto alle copie fisiche dei videogiochi. Va specificato, comunque, che il mercato console rappresenta nel 2022 solo il 28% dei ricavi complessivi del settore, che si completa con l’1% di profitti da giochi per browser, il 21% da videogiochi Pc, e il restante 50% controllato dall’ambito mobile di smartphone e tablet, che solo nel 2022 ha ottenuto 92,2 miliardi di dollari con un calo del 6,2% rispetto al 2021.

Fonte: GamesIndustry.biz

Non è difficile capire, alla luce dei più recenti dati, per quale motivo Microsoft si sia interessata all’acquisizione di Activision Blizzard King. L’azienda americana non vuole certo sminuire i grandi franchise come Call of Duty, ma la vera gallina dalle uova d’oro è in realtà Candy Crush, saga di videogiochi lanciata originariamente nel 2012 e ogni anno dominatrice incontrastata del mercato mobile con ricavi da urlo, riuscendo addirittura nell’impresa di aumentare i suoi ricavi dell’8% dall’inizio dell’anno. Il mondo mobile, in ogni caso, sta affrontando un caso che alcuni analisti definiscono preoccupante, derivato dall’App Tracking Transparency approvato da Apple nella primavera del 2021. Questa funzionalità, attivata da un gran numero di utenti della Mela, impedisce il tracking delle attività e dunque la pubblicità mirata, col risultato che, secondo le aziende, i videogiochi mobile stanno subendo una contrazione.

Le cause, in realtà, non si limitano alla feature di Apple, ma anche ad altri fattori già citati in precedenza. Rispetto all’esplosivo 2020, quando gli utenti, causa pandemia, spendevano cifre molto più importanti in svago e intrattenimento, la tendenza dei ricavi è chiaramente in discesa, ma su questo ambito influisce ovviamente anche l’inflazione galoppante, con i prezzi del settore in aumento. Aumenti ai quali, stando alle parole di Phil Spencer, si adatterà presto anche Xbox, costretta ad aumentare i propri prezzi per hardware e servizi come del resto ha già fatto Sony negli ultimi mesi.

Parlando nello specifico dei singoli, Call of Duty: Modern Warfare 2 ha trionfato negli Stati Uniti come videogioco più venduto del 2022, seguito da Elden Ring e Madden 23. Nel Regno Unito, unico paese europeo del quale abbiamo dati certi, trionfa invece Fifa 23 di Electronic Arts, confermando ancora una volta che il Vecchio Continente ha un debole per il calcio difficile da dimenticare. In Giappone, invece, è Nintendo a guidare la classifica grazie al sorprendente Splatoon 3, ma in realtà la grande N può festeggiare una straordinaria annata: otto delle prime dieci posizioni nella classifica dei più venduti sono infatti occupate da giochi prodotti da Nintendo; uniche eccezioni sono Elden Ring di Bandai Namco e Minecraft di Microsoft, quest’ultimo però nella sua versione Switch. Insomma, un altro anno magico per l’azienda di Kyoto.

Fonte: GamesIndustry.biz

 

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