Piacenza

Atlantis apre la cassa integrazione. I dipendenti piacentini evitano la beffa

30 gennaio 2013

La dirigenza di Atlantis ha aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria di due anni per riorganizzazione dei siti produttivi. Si tratta di una decisione unilaterale che è concessa dalla legge, anche a fronte del mancato accordo con i sindacati. Questa novità rappresenta una notizia positiva per i 180 dipendenti dello stabilimento di Sariano di Gropparello, che oltre a vedersi chiuso lo stabilimento rischiavano anche di rimanere senza ammortizzatori sociali. Resta invece aperta la questione legata alla rotazione della cassa integrazione ad Avigliana (Torino), lo scoglio su cui si era arenata la trattativa di lunedì al ministero.

NOTIZIA DEL 29 GENNAIO
AGGIORNAMENTO DELLE 19 – L’azienda, in una nota, ha rassicurato i dipendenti sulla presentazione dell’istanza di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione. “L’azienda lo farà entro i termini previsti dalle norme vigenti – hanno detto i vertici -: è intenzione dell’azienda confermare tutti i punti e gli impegni presi in sede ministeriale il 13 dicembre, in sede Regione Emilia Romagna e in sede Regione Piemonte. Si tratta in ogni caso di misure pensate nell’interesse anche dei lavoratori oltre che per preservare la continuità dell’azienda, e dunque l’azienda auspica di non trovarsi nelle condizioni di vedere precluse le possibilità di dar corso agli onerosi impegni assunti”.

AGGIORNAMENTO DELLE 18.30 – I rappresentanti sindacali dei lavoratori di Atlantis, la fabbrica di Sariano che “stopperà” la produzione giovedì, dopo quarant’anni di attività, hanno incontrato oggi pomeriggio i vertici aziendali del gruppo Azimut Benetti, dopo l’accordo sulla cassa integrazione saltato nella sede del Ministero del lavoro, lunedì. “Non abbiamo ancora firmato l’accordo, ma le parti si sono riavvicinate – commenta Mara Bertocchi Rsu dello stabilimento -. L’azienda ci ha garantito, almeno a voce, che sarà garantita la cassa integrazione: il nodo dell’accordo sarà sciolto a livello ministeriale, ma ci sentiamo rassicurati. Abbiamo definito le venti persone che resteranno a lavorare fino a marzo, per terminare gli ultimi dettagli legati alla chiusura dello stabilimento”. Domani pomeriggio, alle 16.30, i dipendenti saluteranno nella mensa dell’azienda la storica fabbrica. Sarà l’occasione per ringraziare i tanti che li hanno sostenuti. Alle 15, alla Camera del lavoro di Piacenza, una rappresentanza dei dipendenti incontrerà i sindacalisti.

AGGIORNAMENTO DELLE 12.15 – E’ in corso all’Atlantis di Sariano l’incontro tra le Rsu e i lavoratori dopo che ieri sera al Ministero del Lavoro era saltato l’accordo che avrebbe dovuto chiudere la storia dello stabilimento di Sariano di Gropparello.

NOTIZIA DEL 28 GENNAIO: Colpo di scena al tavolo Atlantis: l’accordo a Roma é saltato – Si è concluso solo poco fa, dopo otto ore di faccia a faccia, il vertice al Ministero del Lavoro sul caso di Atlantis. Quella che doveva essere una semplice firma, raggiunta dopo una trattativa locale chiusa alle 4 della mattina del 9 gennaio, si è rivelata in realtà una scintilla che ha rimesso una contro l’altra le parti, quella sindacale e quella aziendale. Al centro della rivolta, sono state soprattutto alcune questioni legate allo stabilimento di Avigliana a Torino, la cui procedura di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione è collegata a quella di Sariano. Dunque, i problemi di Torino si sono riversati anche su Piacenza e l’accordo sulla cassa integrazione per i 180 lavoratori dello stabilimento di Gropparello (che chiuderà giovedì) è saltato. Il ministero ha invitato a chiudere il caso entro il 6 febbraio. Domani, le rsu di Sariano incontreranno i vertici aziendali.

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