Tassa di soggiorno a Piacenza, emendamenti contro la sospensione

24 Gennaio 2016

Piacenza vista dall'alto

L’imposta di soggiorno, sospesa a Piacenza dalla legge di stabilità, potrebbe essere ripristinata nei prossimi mesi. Il Comune potrebbe quindi veder attuato l’iter avviato nella seconda metà del 2015. Il Consiglio comunale aveva infatti previsto in chiave programmatica con il bilancio licenziato a luglio di rinviare al 2016 questo gettito ed a novembre aveva deliberato l’istituzione dell’imposta, approvando anche il relativo regolamento, in seguito al quale si era stipulato un contratto con la ditta che avrebbe dovuto gestire il tributo ed erano state avviate le operazioni tecniche: un lavoro che per ora è stato vanificato dalla decisione governativa. In questi giorni però sono stati presentati alcuni emendamenti, in particolare da Anci, che, in caso di approvazione, comporterebbero l’estensione della tassa di soggiorno in tutti quei comuni, tra cui Piacenza, nei quali l’imposta è stata deliberata tra luglio e dicembre. Il gettito che palazzo Mercanti aveva ipotizzato grazie all’introduzione della tassa era pari a 230mila euro, con l’obiettivo di destinare la somma esclusivamente a finanziare interventi di promozione turistica, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali. Un aspetto sul quale l’assessore Luigi Gazzola aveva insistito a più riprese per rispondere alle critiche che venivano mosse al provvedimento: “Si tratta – aveva affermato – di una tassa di scopo diretta a sostenere gli sforzi che si stanno facendo per valorizzare il territorio”. A breve potrebbero esserci sviluppi.

 

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