Arresto di Caruso

Il segretario Cgil Zilocchi: “Capire se va sciolto il consiglio comunale”

25 giugno 2019

“Sono di una gravità inaudita le notizie di oggi riguardanti gli arresti avvenuti nella nostra regione e a Piacenza, nel corso del nuovo filone di inchiesta aperto contro l’infiltrazione della ‘ndrangheta nei nostri territori. Le prime notizie che arrivano confermano purtroppo che, come da tempo sappiamo e sosteniamo, anche nel nostro territorio hanno messo radici e operano illegalità e criminalità organizzata“.

Con queste parole il segretario generale della Cgil di Piacenza Gianluca Zilocchi, ha commentato gli sviluppi dell’inchiesta “Grimilde”, che ha portato all’arresto del presidente del consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso. “Se per molti può sembrare un fulmine a ciel sereno – ha proseguito Zilocchi – così non è per noi, che da anni denunciamo i condizionamenti e gli inquinamenti che le nostre economie stanno subendo. Le dimissioni di Caruso sono un gesto indispensabile che chiediamo con forza, a tutela delle istituzioni e della città tutta. Inoltre l’amministrazione, in primis, è chiamata a rendere conto dell’operato dei suoi uomini. Occorre accertare in profondità il livello di infiltrazione della criminalità nelle nostre istituzioni e farlo mettendo in atto ogni iniziativa utile senza escludere, qualora fosse necessario, di verificare la sussistenza delle condizioni per lo scioglimento del consiglio comunale“.

Non si è inoltre fatto attendere il comunicato di Cgil, Cisl e Uil regionali in merito all’indagine di queste ore. “Siamo preoccupati – fanno sapere i sindacati – del fatto che questi reati sono stati messi in atto mentre era in corso il processo Aemilia. Per questo consideriamo non utili le dichiarazioni di esponenti del Governo, a seguito della nuova indagine di ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Ancora una volta infatti emerge, con nettezza, il fatto che l’allentamento del sistema delle regole, nell’economia, nel lavoro, nella regolazione degli appalti, rappresentano il terreno fertile per la penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, favorita da una competizione giocata sui costi e non sulla qualità del lavoro. Abbassare la guardia rispetto al sistema di controlli sugli appalti significa spalancare la strada alle mafie ed all’ulteriore sviluppo dei fenomeni corruttivi”.

Il commento di Marina Molinari, segretario Cisl Parma e Piacenza: “Questa ulteriore indagine sulle infiltrazioni della ndrangheta ha fatto emergere un fatto gravissimo, che dimostra come l’Emilia, e anche Piacenza, sia un territorio a rischio. Non si deve abbassare la guardia. Quindi esprimiamo il più vivo sostegno alla magistratura che sta operando per il bene della nostra comunità e per l’affermazione della legalità. La Cisl Parma Piacenza chiede che la maggioranza che ha eletto Giuseppe Caruso esprima subito una netta presa di distanza e che l’interessato, coinvolto in questa indagine, rassegni dimissioni immediate”.

Il comunicato di Cgil, Cisl e Uil regionali

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