I sindacati alla Barbieri: “Coinvolgere anche i pensionati nella Fase 2”

28 Aprile 2020

Dell’intera popolazione piacentina i circa 80mila pensionati sono quelli che stanno pagando, il prezzo più alto alla pandemia, soprattutto in termini di vite umane e sofferenze.

Le organizzazioni sindacali che li rappresentano, Spi Cgil, Fnp Cisl, Uil pensionati, che tutte assieme contano 30mila iscritti, hanno lanciato un appello alla presidente della Provincia Patrizia Barbieri e a tutti i sindaci del Piacentino.
«Chiediamo – scrivono in una nota i tre segretari – di poter essere coinvolti fattivamente nella gestione e nell’organizzazione, nei limiti delle nostre competenze, della cosiddetta fase 2 per le tante questioni che riguarderanno da vicino la vita degli “anziani”. È del tutto evidente – continuano i sindacalisti – che questa fascia di popolazione è quella che ha pagato finora il prezzo più alto della diffusione del Covid-19 come dimostra quello che sta avvenendo nelle Rsa e non solo. Conveniamo sull’esigenza di procedere ad una riapertura graduale del Paese e sulla necessità di prendere tutte le misure utili ad evitare il ritorno di una diffusione endemica del virus».

“Ma è pur vero – proseguono – che ci preoccupa che agli anziani sia negata in qualche misura la possibilità di riprendere la propria libertà. Riteniamo che il complicato processo di riapertura del Paese debba avvenire nel rispetto dei loro diritti, garantendone il pieno coinvolgimento, a tutti i livelli e in tutte le sedi del confronto istituzionale”.

“Fino al 18 maggio i pensionati non potranno uscire, poi è ancora tutto incerto – è la previsione del segretario di Spi Cgil, Luigino Baldini – ma così facendo, e rischiando gli anziani di essere gli ultimi ad uscire, il sistema sociale sta morendo”.

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