Gola Gola Festival, edizione “magra” ma ricca di contenuti. LE FOTO

06 Settembre 2020

Una domenica pomeriggio ricca di appuntamenti per il Gola Gola Festival in centro storico, pur con un’affluenza di pubblico sottotono. “Sapevamo in partenza di non poter contare su una due-giorni di cultura enogastronomica come quella del 2019, il bilancio finale è in linea con le previsioni – ribatte l’assessore al turismo Jonathan Papamarenghi – questa edizione è stata improntata sulla sicurezza sanitaria. Gli eventi trasmessi in streaming hanno coinvolto parecchi utenti”.

In totale, l’iniziativa ha portato in città 27 appuntamenti tra seminari e convegni, con 37 relatori, in una versione anti-Covid senza stand all’aperto. Il fulcro della giornata del 6 settembre è stato il convegno “La sostenibilità a tavola e l’impatto sul pianeta: cosa metti nel tuo piatto?” nel salone di palazzo Gotico. Una conversazione a più voci condotta da Tinto Nicola Prudente, con Miriam Bisagni, responsabile del progetto “Piace Cibo Sano”, il dottor Stefano Erzegovesi dell’istituto San Raffaele, lo chef stellato Giancarlo Morelli e il presidente provinciale di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Cristian Lertora. “Il cibo non viene più visto solo come una fonte di sostentamento – spiega Bisagni – ma come una parte integrante di un sistema complesso in cui coesistono natura ed economia. Nella quotidianità, i messaggi e le comunicazioni sulla cucina sono innumerevoli e i masterchef di turno si inventano qualsiasi stratagemma per farci ingurgitare piatti glamour. Questo fenomeno dirompente ha prodotto una spettacolarizzazione della materia, contribuendo ad aumentare la consapevolezza degli alimenti, del loro utilizzo e della catena distributiva che li porta sulle nostre tavole”.

Presente al Gola Gola Festival anche Radio Shock, l’emittente del dipartimento di salute mentale di Piacenza. Domenica mattina, i redattori-pazienti hanno intervistato il giornalista Giorgio Lambri e Alberto Fermi, con le consuete domande pungenti e spassose. “Quando gioco a tennis faccio la dieta a zona? In realtà qualcuno mi chiama ‘Giando’,perché sono fermo come la statua di Romagnosi”, ha risposto il capocronista di Libertà. “Invecchiando si migliora come il vino? No, anzi si peggiora – ha confessato Fermi – io mi sento insopportabile persino a me stesso”.

Nella due-giorni enogastronomica, Radio Shock ha ricordato il “collega” Roberto Ghisoni, ucciso dal coronavirus durante i mesi più bui della pandemia.

 

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