Crisi pandemia: valore aggiunto in calo dell’8%. Piacenza al 19° posto in Italia

15 Novembre 2021

A Piacenza, il valore aggiunto totale realizzato nel 2020 è stato di 7.994,4 milioni di euro, 695 in meno rispetto al 2019, con una variazione negativa dell’8,0%, (contro il -7,1% medio nazionale e il -7,4% del Nord).

E’ il risultato dell’analisi delle stime del valore aggiunto prodotto nelle province italiane nel corso del 2020, realizzato da Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Unioncamere nazionale. Il lavoro, svolto in collaborazione con Istat nell’ambito del Programma Statistico Nazionale, ha quindi evidenziato la capacità dei diversi sistemi economici territoriali di produrre ricchezza nell’anno della pandemia, attraverso un’analisi delle variazioni rispetto all’anno precedente, sia con riferimento al valore aggiunto complessivo che con riferimento al valore aggiunto pro-capite.

Tornando al dato piacentino, si tratta di una variazione attesa, preannunciata nei mesi scorsi anche sulla rivista [email protected], che ipotizzava una riduzione della ricchezza provinciale attorno al 10 per cento.

Nonostante il forte calo del valore aggiunto complessivo, in termini di valore aggiunto pro capite Piacenza con 28.025,69 euro nel 2020, l’11,8% in più rispetto alla media italiana (n.i.=100), si colloca al 19° posto nella graduatoria nazionale, uno in meno rispetto al 2019, ma sempre nella parte alta della classifica. Perdite di posizioni più significative hanno conosciuto invece Cremona (-3) e Pavia (-4), mentre Lodi guadagna una posizione e Parma due.

In un’ottica di lungo periodo, il reddito pro-capite piacentino rilevato nel 2020 registra comunque, nonostante la pandemia, ancora un miglioramento rispetto a quello del 2011, quando era il 9,2% in più della media nazionale. Al contrario Alessandria, ma ancor più Pavia, segnano qui un significativo arretramento.

Grazie ai dati del Centro Studi Tagliacarne è possibile infine osservare la distribuzione settoriale del valore aggiunto riferita all’anno 2019, prima dell’evento pandemico (per il 2020 non è ancora disponibile), e di confrontarla con quella rilevata nel 2010.
Rispetto alla struttura media nazionale, la provincia di Piacenza presenta specializzazioni nel comparto agricolo, con una quota del valore aggiunto a livello locale del 3,3% (contro il 2,0% in Italia), nel settore industriale, con circa un quarto della ricchezza prodotta (24,4%), ben superiore al dato nazionale (19,6%), e nel macro-aggregato “Commercio, Trasporti, Turismo e Comunicazione” che incide per il 25,7% (rispetto al 25,2% medio nazionale). Piacenza risulta invece despecializzata per quanto riguarda il settore delle Costruzioni (3,7% contro 4,3%) e quello degli Altri Servizi pubblici e privati (42,9% contro 48,8%).
Tali specializzazioni del sistema economico piacentino vengono sostanzialmente confermate anche nel confronto con la regione, tranne che per il comparto industriale, essendo il dato dell’Emilia-Romagna significativamente più elevato del nostro (27,6%, 3,2 punti in più).

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