“Cane Ector finanziato con fondi pubblici, ma intestato a un privato. Com’è possibile?”

26 Luglio 2022

Il cane Ector sfugge al “guinzaglio” del Comune? Sembra ambigua la situazione che riguarda l’unità cinofila della polizia municipale di Piacenza, dopo il recente annuncio del sindaco Katia Tarasconi (“Probabilmente il pastore tedesco sarà dato in adozione, perché non è in grado di svolgere il proprio compito e, quindi, non deve gravare sulla collettività”).

C’è un nodo tecnico, in particolare: chi è il reale proprietario dell’animale? La risposta sembrerebbe scontata: il “quattrozampe”, in teoria, dovrebbe appartenere all’ente pubblico, che nel 2020 lo ha acquistato per scelta dell’ex giunta Barbieri con l’obiettivo di portare avanti le operazioni contro lo spaccio in città. Ma così non è. Stando agli atti formali, infatti, il cane antidroga risulta intestato a un soggetto privato, Claudia Celentano, cioè l’agente incaricata di affiancare Ector nel comando di via Rogerio.

A sollevare il problema sono le guardie zoofile del “Laboratorio verde” di Piacenza. “Dopo una verifica, siamo rimasti interdetti – spiega il coordinatore Loris Burgio – nell’apprendere che il pastore tedesco è intestato a un singolo cittadino, e non alla pubblica amministrazione. Ci chiediamo come sia stata effettuata l’acquisizione con fondi comunali, oltre ai bandi per la sua gestione, a favore di un animale in capo a un privato”.

Nel luglio del 2020, ad esempio, l’ex assessore alla sicurezza Luca Zandonella – oggi consigliere comunale in quota Lega – aveva comunicato un costo di circa 12mila euro per selezionare e formare l’unità cinofila della polizia municipale, attraverso un finanziamento ministeriale. Dando un rapido sguardo all’albo pretorio, poi, balzano all’occhio altre voci di spesa: 327 euro per un servizio di addestramento, 1.124 euro per il soggiorno in un’altra città dell’agente conduttrice per seguire un approfondimento sull’avvio del progetto, 1.500 euro per l’assistenza veterinaria nel corso di quest’anno, circa 800 euro per la fornitura di accessori e cibo nel 2021, altrettanti 800 euro per l’alloggio dell’animale in un allevamento a Reggio Emilia per prendere parte a un corso di aggiornamento, 53 euro per l’acquisto di un kit di pronto soccorso veterinario, 373 euro per l’approvvigionamento di pseudo-sostanze per l’addestramento del nucleo antidroga, 700 euro per una lavatrice da utilizzare per la pulizia delle salviette impiegate durante le attività di formazione del cane e 9.600 euro per l’allestimento di un veicolo attrezzato per l’unità cinofila.

Le guardie zoofile del “Laboratorio verde” di Piacenza se ne sono interessate proprio per proporre una soluzione. “Siamo disponibili ad adottare il cane Ector – aggiunge Burgio – per proseguire l’addestramento e renderlo così disponibile alle richieste delle varie realtà con cui collaboriamo, comprese le polizie locali del territorio. Ma ci interroghiamo – sottolinea – sull’iter corretto da seguire, considerato che il cane non risulta di proprietà della pubblica amministrazione”.

Da non escludere che, qualora la giunta Tarasconi decidesse di abolire l’unità cinofila antidroga in via definitiva, l’agente Celentano potrebbe mantenere Ector con sé, tra le propria mura domestiche, come animale da compagnia.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

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