Parlamento al debutto, in aula con gli eletti piacentini. Il nostro reportage da Roma

13 Ottobre 2022

Dal nostro inviato a Roma Thomas Trenchi

I carabinieri schierati al portone d’ingresso scrutano il viavai di persone quasi con i raggi X, individuano il “volto istituzionale” tra il caos di giornalisti, funzionari e assistenti, portano rapidamente la mano destra alla fronte, ed ecco il saluto d’onore rivolto al senatore di turno. “A Palazzo Madama è un’abitudine molto più rigida e rigorosa rispetto a quella riservata ai deputati. È un luogo austero, qui le forze dell’ordine riconoscono le nostre facce persino in mezzo alla folla”, nota subito la piacentina Elena Murelli (Lega), prima di entrare in Senato per l’esordio del suo secondo mandato, al termine di quattro anni nel ramo parallelo del Parlamento, la Camera, a mezzo chilometro di distanza. Si trovano proprio lì, nell’emiciclo di Montecitorio, gli altri neoeletti del nostro territorio: Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) e Paola De Micheli (Partito democratico). Ma il prefisso “neo” è ingannevole: i due deputati piacentini sono veterani della Camera, lui inizia la sesta legislatura e lei la quarta. Eppure l’emozione rimane: è reale, oltre la retorica. “Nel 1996 non avrei mai pensato di ottenere un seggio a Montecitorio, oggi mi sento a casa”, sorride Foti. “Questo impegno va onorato”, dice De Micheli.

Si apre oggi la diciannovesima legislatura in Parlamento, e debutta così il tridente (politicamente disomogeneo) dei piacentini premiati alle urne il 25 settembre: Telelibertà e Libertà sono con loro nei palazzi romani per raccontarne l’insediamento. “In questi cinque anni – aggiunge Foti – mi impegnerò per le infrastrutture della nostra provincia, a partire dalla tangenziale di Castel San Giovanni, la strada statale 45 in Val Trebbia e la quarta corsia autostradale tra Piacenza e Parma”.

A Montecitorio incontriamo anche la piacentina De Micheli. “Seguitemi, c’è una stanza che voglio mostrarvi”. Saliamo in ascensore. “È la commissione al bilancio, un luogo significativo in cui ho passato lunghe notti per l’approvazione delle leggi di bilancio. Qui ho sviluppato le mie competenze sulla finanza pubblica. Ogni giorno – continua De Micheli sento la sindaca Katia Tarasconi, mi ha chiesto di aiutare a sbloccare alcune questioni, in primis piazza Cittadella”.

In Senato la piacentina Murelli ha mantenuto una promessa: “Negli ultimi quattro anni e mezzo a Montecitorio – ci spiega a margine della seduta – i miei figli mi hanno rinfacciato di non averli mai portati a Roma. Li avevo rassicurati che sarebbero venuti, ed eccoli nella mia nuova esperienza a Palazzo Madama…”. Sulla tribuna dell’emiciclo e nel salone in videocollegamento, infatti, ci sono i parenti della neosenatrice: il marito, i piccoli di 5, 8 e 11 anni insieme ai nonni. “Il mio impegno – sottolinea Murelli – riparte dalla volontà di potenziare il welfare aziendale e di estendere i buoni per celiaci su tutto il territorio nazionale”.

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