Commissione architettonica, il centrodestra: “Nomine pilotate”. Scontro in consiglio

16 Gennaio 2023

Attenzione a una “questione di opportunità” sulla nomina dei nuovi membri della commissione per la qualità architettonica del Comune di Piacenza. A sollevare il caso è stato l’esponente di opposizione Jonathan Papamarenghi (civica Barbieri-Liberi): nel consiglio comunale di oggi, infatti, il centrosinistra ha scelto gli architetti Filippo Armani, Letizia Anelli e Rosemary Ramelli, l’agronomo Giuseppe Miceli, l’ingegnere Silvio Carini, i geologi Andrea Carpena e Lanfranco Zanolini come componenti dell’organo che si esprime sull’approvazione degli strumenti urbanistici.

“Si tratta di figure autorevoli, con un profilo professionale di alto livello – ha detto Papamarenghi – che tuttavia destano alcuni dubbi per una questione di opportunità, a fronte della presenza di praticanti o collaboratori con membri dell’attuale giunta, ma anche di tecnici che hanno seguito alcune partite controverse del sindaco Tarasconi”.

“La commissione non dovrebbe ricoprire un ruolo a supporto dell’assessore con rapporti di fiducia – ha evidenziato l’ex sindaco Patrizia Barbieri – bensì una posizione di tutela e trasparenza nei confronti dei professionisti che presentano le varie domande. C’è stata un’ingerenza della giunta sui nominativi da sottoporre all’aula”.

La commissione – lo ricordiamo – è composta da sette membri designati dal consiglio comunale. Nella seduta odierna, ciascun eletto ha indicato non più di tre preferenze nella scheda segreta. “Se un candidato ha avuto un rapporto di lavoro con un assessore in passato – ha replicato il capogruppo del Pd Andrea Fossati – non mi sembra un motivo di esclusione dalla commissione”.

L’assessore all’urbanistica Adriana Fantini ha detto che “le accuse sono gravi, i nominativi vengono sorteggiati e inviati dagli ordini professionali, non c’è alcuna possibilità di pilotare la decisione dei componenti della commissione”. Papamarenghi ha però ribattuto che “le figure presentate al consiglio comunale non sono solo quelle deliberate dagli ordini professionali”.

“I nominativi sono esattamente quelli comunicati dall’ordine degli architetti”,  puntualizza invece Fantini. “Prendo atto che esiste un secondo verbale dell’ordine – ha concluso Papamarenghi – perché, però, si è deciso di deliberare ulteriormente rispetto alla prima platea di professionisti individuati richiedendo un’integrazione?”.

Massimo Trespidi (civica Barbieri-Liberi) ha sottolineato che “l’assessore all’urbanistica non avrebbe dovuto interessarsi a questa partita per non commettere una grave ingerenza verso le prerogative del consiglio comunale. Bastava una riunione dei capigruppo per trovare un accordo tra maggioranza e minoranza, l’intervento di Fantini ha creato un pasticcio. È evidente – ha proseguito Trespidi – i primi nomi espressi dall’ordine degli architetti non erano ritenuti adeguati dall’assessore, perciò la giunta ha chiesto di inviare un nuovo verbale con altri architetti preferiti per la composizione della commissione. Il metodo è sbagliato”. Il rappresentante della civica Barbieri-Liberi, quindi, ha proposto un’intesa con la minoranza per trovare una nuova rosa di nomi. Il centrodestra – fatta eccezione per Luca Zandonella (Lega) e Gloria Zanardi (FdI) – si è rifiutato di ritirare le schede per la votazione. Dalla minoranza, invece, i Liberali e ApP hanno preso parte alla consultazione.

FUORI BARIOLA, DENTRO MENZANI – Il consiglio comunale, inoltre, ha dato il via libera all’ingresso della commercialista Elisabetta Menzani tra le fila della lista civica di Katia Tarasconi, in maggioranza, al posto del dimissionario Gianluca Bariola. “Durante questo incarico vorrei dare un servizio alla comunità, mettendo a disposizione le mie competenze”, ha dichiarato Menzani.

“SOSTENERE LE LAVORATRICI” – “Come attestato da un recente studio della Cisl di Piacenza – ha affermato Claudia Gnocchi (civica Tarasconi) – il nostro territorio affronta la grande emergenza della denatalità, in quanto una donna in gravidanza è spesso costretta ad abbandonare il proprio lavoro”. Da qui, l’esortazione dell’esponente di maggioranza a “investire sui servizi per sostenere queste fascia di popolazione”.

DOPPIA MULTA ADDIO? – Il dibattito del consiglio comunale si è concentrato anche sul caso delle doppie multe nelle strisce blu. Dopo il “nullaosta” del gestore a ridiscutere questa clausola – come riportato da Libertà nei giorni scorsi – Stefano Cugini (Alternativa per Piacenza) ha sottolineato che “la tempistica è sospetta”. L’ex sindaco Patrizia Barbieri ha rimarcato che “il piano economico-finanziario del concessionario fa acqua da tutte le parti e la disponibilità dell’affidatario sulla questione della doppia multa è fittizia, perché i fondi spettanti al privato dovrebbe garantirli l’ente pubblico o l’utenza attraverso l’aumento delle tariffe di sosta”. Dal 2014 infatti – per scelta dell’allora giunta Dosi con l’obiettivo di intensificare la lotta all’evasione tariffaria – chi sosta irregolarmente negli stalli a pagamento, oltre alla multa prevista dal codice della strada (42 euro o 25 euro), riceve un’ulteriore penale che spetta in parte al gestore, inizialmente Apcoa, dopodiché Piacenza Parcheggi e oggi la società Global parking solution. Il sindaco Katia Tarasconi ha ribattuto che “il piano economico finanziario risalente al 2012, che comprende anche il cantiere del parcheggio interrato in piazza Cittadella, non può risultare sostenibile ai giorni nostri”, ribadendo poi l’imminente fase di negoziazione che sarà avviata con il concessionario.

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