Gioele Dix strappa applausi a Veleia: “Un luogo speciale e un festival di qualità”

23 Luglio 2022

Foto e recensione di Donata Meneghelli

“Veleia è un posto talmente speciale, che ci tornerei anche d’inverno” confessa Gioele Dix ai microfoni dei Telelibertà, al termine dell’evento che lo ha visto tornare per la quarta volta al Festival del teatro antico diretto da Paola Pedrazzini.  Della direttrice artistica il noto attore, drammaturgo e regista milanese (di famiglia ebraica e con ascendenze anche romane) ha detto: “Pedrazzini ha fatto un grande lavoro negli anni, di qualità. Ha forgiato questa gente che sale qui, ogni estate”.

Per ascoltare persone, come lui, che amano e praticano il teatro, le origini della nostra cultura occidentale, con passione e curiosità e che sono pronti a raccontarcele. Gioele Dix (al secolo Davide Ottolenghi) è stato protagonista venerdì sera di una originale lectio magistralis sul filo della comicità e dell’ironia, dedicata agli antichi greci, ma anche all’Antico Testamento (tema a lui caro, a cui aveva dedicato “La Bibbia ha quasi sempre ragione”), alle sue origini familiari (al centro del fortunato spettacolo “Vorrei essere figlio di un uomo felice”) per arrivare alle riflessioni sul ruolo dei vecchi nella società e sulle contraddizioni della longevità. Dix doveva essere in coppia con Eva Cantarella, già docente universitaria di Diritto greco e romano, riconosciuta esperta del mondo antico, ottima e ironica divulgatrice. Il loro incontro su “Atene o Sparta” era programmato a inizio del Festival, ma Dix si era ammalato di Covid e la data è stata spostata. Cantarella non ha partecipato ma il suo libro dedicato alle due poleis più celebri del mondo greco (edito da Einaudi), è stato comunque una fonte per l’attore, versatile e intelligente, che si è soffermato ad esempio sul sentimento dell’aidòs (vergogna, pudore) proprio dei Greci e sulla loro attenzione alla responsabilità e all’etica sociale, forse persesi nello scenario attuale.

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