Mercalli: “Il riscaldamento globale chance per ripopolare la montagna”

28 Giugno 2022

La crisi climatica in atto costringerà tutti a prendere delle decisioni per adattarci al cambiamento. L’emigrazione verso le alture e le montagne sarà un’alternativa al caldo che sempre più assillerà le città, ma si dovrà cominciare a pensare anche a creare bacini per raccogliere acqua quando viene dal cielo. Luca Mercalli, climatologo, giornalista, presidente della Società meteorologica italiana, ne ha parlato ieri pomeriggio a Ebbio nel comune di Bettola, tra i relatori al seminario “Le ragioni per stare, tornare e venire qui” e nell’ambito del workshop di progettazione urbanistica “Abitare l’Appennino in contrazione”, promosso dal Politecnico di Milano e sostenuto dal Polo territoriale di Piacenza.

Ai quindici studenti di tutti i corsi di laurea del Politecnico che fino a giovedì saranno ospiti nel borgo bettolese e alle persone che hanno voluto approfittare della sua presenza, Mercalli ha raccontato come si può ri-abitare la zona montana del nostro Paese, dalle Alpi agli Appennini, “zone ritenute marginali e abbandonate da cinquanta anni e che oggi credo abbiano una nuova chance anche in relazione al riscaldamento globale”.

“Sei mesi senza pioggia e un’ondata di caldo precoce che ci ha portato a oltre un mese e mezzo di anticipo nelle temperature estive hanno messo sotto stress tutto il Paese, ma soprattutto il Nord Italia abituato ad avere tanta acqua e neve sulle Alpi che dovrebbero essere il serbatoio per l’estate. Questi episodi potranno essere più frequenti ed intensi. Cose che sono già state dette e scritte trent’anni fa e che giacciono nei cassetti dei ministeri. Sarebbe bello che con una lezione dura come questa imparassimo a progettare un futuro più resiliente, a mitigare da un lato i cambiamenti climatici riducendo le emissioni dei gas che creano l’effetto serra e prepararci per il cambiamento che purtroppo è già in atto”.

 

 

 

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