Pergamene e “stato delle anime”: nuovo antifurto per l’archivio storico di Bobbio

14 Marzo 2021

È il vero caveau di Bobbio, la cassaforte che ha messo sotto chiave il tesoro più prezioso di una comunità millenaria, la riposta all’unica domanda capace di farci alzare al mattino, “Chi siamo?”, o “Da dove veniamo?”. Lì nell’Archivio storico di piazza Duomo, ex Archivi Storici Bobbiensi nei locali dell’ex seminario, il direttore Pietro Scottini gira sicuro una ruota silenziosa – una specie di volante, e ce n’è più d’uno – e clac, si apre in silenzio monacale un corridoio, poi un altro, un altro ancora, come ci fosse un rocchetto di filo che, srotolando, unisce e cuce la storia delle valli. Dentro, accatastati alle pareti, ci sono chili di date tra le quali Scottini si orienta palmo a palmo, nomi, cognomi, matrimoni, funerali, battesimi, liste di leva, liste elettorali, il catasto, c’è pure “lo stato delle anime”, cioè chi abitava dove e quando in ogni singola frazione, anche quelle della Valdaveto, e Torrio, Selva, Menconico, Brignole, i sacramenti. Poi, si spalanca la meraviglia: sezione pergamene antiche, ce n’è una del 1.027.

“La realizzazione di copie di sicurezza e di consultazione del materiale più deteriorabile e di maggior valore storico-culturale dell’Archivio di Bobbio si è avvalsa negli scorsi anni di nuove tecnologie informatiche, come la digitalizzazione del Diplomatico vescovile e capitolare di Bobbio e digitalizzazione del fondo Codici e frammenti liturgico-musicali”, spiega il direttore.

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