Piacenza

Finte dipendenti comunali truffano anziana. Dosi: “Non aprite a sconosciuti”

9 aprile 2013

Anziana truffata in centro città: una donna di 83 anni è stata contattata da due donne nella sua abitazione. Fingendosi incaricate dell’ufficio anagrafe del Comune che dovevano chiedere informazioni si sono fatte aprire la porta di casa e mentre una distraeva l’anziana, la complice ha portato via oro e preziosi, oltre a 1.200 euro in contanti. Una volta salutate le due (una alta e mora con capelli lunghi legati, l’altra più bassa, entrambe italiane), la 83enne si è accorta che molti cassetti erano stati aperti e saccheggiati. Sul fatto indaga la polizia.

Il sindaco Paolo Dosi, dopo aver duramente condannato l’episodio, ricorda che “il Comune non impiega il proprio personale per controlli anagrafici o di altro genere all’interno delle abitazioni private. Qualora ve ne sia la necessità, ad esempio per verificare un cambio di residenza, sono gli agenti della polizia municipale a prendere contatto con i cittadini o, in caso di consegna di una notifica, i messi comunali identificati dal tesserino di riconoscimento, i quali, peraltro, dovendo solo raccogliere la firma del destinatario non hanno alcuna esigenza di entrare nelle case. Neppure gli operatori dei servizi sociali, che abitualmente seguono persone sole o bisognose di assistenza, si presentano a domicilio senza alcun preavviso. Vorrei quindi cogliere l’occasione per ribadire – conclude il sindaco – che in caso di dubbio è preferibile non aprire la porta e contattare il Comando dei vigili o il Comune stesso. E’ meglio una verifica in più, anche se dovesse comportare un’ulteriore uscita da parte dei nostri incaricati, che il reiterarsi di reati incresciosi come la truffa verificatasi nei giorni scorsi”.

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