Piacenza

Tecnoborgo: 1,2 mln di tonnellate di rifiuti smaltiti in 10 anni

22 aprile 2013

L’impianto di termovalorizzazione di Piacenza, entrato in funzione a fine 2002, compie 10 anni. E’ tempo di bilanci. La società è stata costituita nel 1996 per la progettazione, costruzione e gestione del termovalorizzatore a servizio del territorio della provincia di Piacenza. Dal 2002 ad oggi l’impianto ha smaltito 1.207.633 tonnellate di rifiuti, una quantità pari al volume di un campo da calcio per un’altezza di 400 metri. Nel 2002 i rifiuti smaltiti ammontavano a 32.578 tonnellate, nel 2012 il numero è salito a 119.502. La valorizzazione energetica dei rifiuti ha consentito in questi 10 anni di attività dell’impianto di produrre un totale di 796.833 MWh di energia elettrica, equivalenti al fabbisogno annuo di oltre 1 milione di abitanti, ovvero al quantitativo necessario per soddisfare l’esigenza annua domestica di energia elettrica di una città come Milano.

Del totale di energia elettrica prodotta l’86% (pari a 682.743 MWh), è stata ceduta alla rete elettrica nazionale, mentre il 14% (pari a 114.089 MWh) è stato utilizzato per il funzionamento dell’impianto stesso. La produzione complessiva di energia elettrica di questi 10 anni ha permesso di risparmiare l’utilizzo di combustibili fossili pari a 68.300 Tep (tonnellate petrolio equivalente) e di evitare la produzione di circa 556.232 tonnellate di CO2. In 10 anni di attività l’impianto di termovalorizzazione ha prodotto 302.716,28 tonnellate di scarti di produzione di cui l’85% è stato inviato a recupero. Tra gli investimenti da ricordare: la realizzazione di un sistema di recupero energetico per l’aumento del rendimento dell’impianto; la realizzazione del depuratore chimico fisico delle acque reflue; l’introduzione di un sistema di abbattimento catalitico degli ossidi di azoto nelle emissioni in atmosfera.

Nei primi 10 anni di attività Tecnoborgo è intervenuta anche mettendo a disposizione la propria collaborazione e l’operatività del termovalorizzatore in situazioni di emergenza ambientale; in particolare l’intervento nello smaltimento dei rifiuti provenienti dagli sversamenti nel fiume Po e Lambro e nella gestione dei rifiuti provenienti da una discarica abusiva in località Ponte Trebbia (marzo 2010). L’impianto ha inoltre fornito, quando richiesto, un supporto per le Forze dell’Ordine nello smaltimento di sostanze stupefacenti sequestrate in operazioni di polizia il cui smaltimento può avvenire, per legge, solo attraverso la termovalorizzazione. Operazioni che hanno però sollevato anche numerose polemiche a livello istituzionale.

COMUNICATO TECNOBORGO

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