Omaggio ai monumenti partigiani: “Valori da trasmettere ai giovani”

27 Aprile 2013


Erano 7.000 i partigiani piacentini che scelsero di ribellarsi al regime nazifascista, i caduti furono oltre 700, alcuni vennero fucilati, altri morirono in battaglia: oggi il loro sacrificio è diventato la testimonianza dei valori cardine della democrazia, quali libertà e pace. Questo è il messaggio che le autorità cittadine, rappresentate dall’assessore comunale Paola Beltrani e dall’assessore provinciale Pier Paolo Gallini, insieme all’Anpi provinciale vogliono trasmettere ai giovani, in occasione del tradizionale omaggio itinerante ai cippi che ricordano i caduti partigiani piacentini. La commemorazione è partita dal Dolmen dello stradone Farnese e successivamente si è spostata al monumento sul lungo Po, dedicato ai 1.200 oppositori del regime, detenuti nelle carceri della città e i cui corpi furono gettati nelle acque del fiume: ” La resistenza è un capitolo fondamentale della storia – ha spiegato Stefano Pronti, vicepresidente dell’Anpi Piacenza – gli studenti purtroppo non la conoscono a sufficienza; queste iniziative servono a non lasciar morire il ricordo e a trasmetterne i valori alle future generazioni”.
“Ricordo bene il giorno in cui compii questa scelta, la paura e il dolore della gente e della mia famiglia – ha raccontato il partigiano Bruno Pancini – ricordo tutto, la fame, la sofferenza e il desiderio di libertà che ci spingeva ad andare avanti”.

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