Studio polveri ultrafini, Piacenza primogenita: “Pericolose ma ignorate”

22 Gennaio 2014

Grazie al progetto Upupa del laboratorio Leap, Piacenza diventa primogenita anche nello studio delle polveri ultra-fini. “Si tratta di un particolato molto più piccolo delle Pm10 che si studiano da anni – ha detto il professor Michele Giuliano a margine del convegno organizzato oggi alla Fondazione, che ha sostenuto la ricerca – ma che rappresenta un pericolo serio per la salute, specialmente in una zona come quella di Piacenza, zona simbolo della Pianura Padana. Purtroppo, però, sulle nanopolveri ci sono pochi studi e non sono ricomprese in alcuna normativa”.

La ricerca ha rivelato che Piacenza per le sue caratteristiche può essere considerata rappresentativa per tutta la Pianura Padana. I ricercatori hanno utilizzato strumentazioni fisse e portatili. Davanti al Leap in via Bixio, zona rappresentativa per un territorio con aree produttive nei pressi di un’autostrada, in inverno le polveri raddoppiano rispetto all’estate. Nella postazione fissa del parco di Montecucco, invece, i valori sono dimezzati. I rilevamenti condotti con le strumentazioni mobili hanno constatato che percorrendo in bici una zona trafficata ci si espone a concentrazioni di 22mila particelle al centimetro cubo mentre percorrendo un viale alberato come il Facsal la quota si dimezza. Il tratto trafficato, percorso in auto espone agli stessi quantitativi del percorso in bicicletta.

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