Pesca nelle acque di montagna, stagione aperta fino a ottobre

29 Marzo 2015

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Riapre oggi fino al prossimo ottobre la stagione di pesca nelle acque di montagna della nostra provincia, lì dove la preda più ambita rimane la trota fario. Già da questa mattina, approfittando del clima decisamente primaverile, i pescatori potranno gettare le lenze anche nelle cosiddette acque di categoria “D”, cioè a monte della linea che taglia in due la provincia e che passa per Caminata, Pecorara, Travo, il passo del Cerro, Bettola, il monte Obolo, Velleia e il lago di Mignano.

I regolamenti e i divieti sono gli stessi dello scorso anno. Per pescare in acque di categoria D bisogna possedere – oltre alla licenza di pesca con il versamento di 22,72 euro – anche il tesserino regionale “segnacatture”. Non si potranno trattenere nella stessa giornata di pesca più di cinque trote fario di misura minima di 25 centimetri: un modo per consentire la riproduzione e la sopravvivenza si questa specie pregiata. Confermati anche tutte le prescrizioni inserite nella legge regionale 11 del 2012: oltre all’equivalenza tra licenza di pesca e bollettino postale comprovante il versamento della tassa, sono esentati dalla licenza gli ultra sessantacinquenni e i minori di anni 12 se accompagnati da un maggiorenne munito di licenza di pesca o da un accompagnatore esente. Anche gli esentati dalla licenza devono comunque avere in tasca il tesserino segnacatture per la zona D.

Viene confermato il divieto, in particolare per coloro che frequentano il Po, di reimmettere in acqua le specie alloctone eventualmente catturate. Infine, apre oggi anche la riserva di pesca di Ottone, dove nei giorni scorsi sono stati immessi 400 chili di trote fario. L’altra riserva esistente, quella di Salsominore sull’Aveto, aprirà nei mesi successivi. Su tutto il territorio provinciale saranno attivi già da questa mattina i guardapesca delle varie associazioni piscatorie e della Polizia Provinciale, coordinati dalla stessa Provincia.

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