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“Fallimento Caorso Trasporti: spariti 11 milioni”. Quattro arresti

11 giugno 2015

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Tre persone sono state arrestate, e su una quarta pende un provvedimento di custodia cautelare, in relazione al fallimento della Caorso Trasporti. Secondo le indagini condotte dalla Procura di Piacenza, dalle Direzioni investigative antimafia di Genova e Bologna e dalla Guardia di Finanza piacentina, la società, creata ad hoc nel 2008, era stata illecitamente svuotata di tutti i suoi beni, in particolare di 337 camion. I mezzi erano stati venduti, ma il curatore fallimentare non aveva trovato nemmeno un euro in cassa; anzi, il passivo era di 11 milioni di euro.

Protagonisti di questa vicenda due imprenditori/faccendieri con diversi precedenti, che avevano la propria base tra La Spezia e Massa ed erano specializzati nella creazione e nello svuotamento di società poi fallite. Uno di questi era legato anche a un pregiudicato calabrese accostato alla ‘ndrangheta, da qui l’interessamento della Dia. Terza figura fondamentale un avvocato svizzero esperto in operazioni finanziarie. Per tutti i reati contestati sono, a vario titolo, falso, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza delittuosa e trasferimento illecito di valori, attraverso l’alienazione, anche all’estero, dei patrimoni aziendali di società dichiarate fallite.

“Il movimento di denaro di questi personaggi – hanno spiegato gli inquirenti – era notevolissimo, basti pensare che abbiamo sequestrato un milione di euro tra contanti e assegni. Durante la perquisizione in casa di un indagato abbiamo trovato 50 giacche, ciascuna delle quali aveva nelle tasche contanti fino a 5.000 euro”.

Per confermare la rilevanza di queste operazioni illecite gli investigatori hanno inoltre spiegato che tramite uno studio contabile di Torino il gruppo stava cercando di riciclare almeno un milione di euro in Bulgaria e inoltre manifestava interesse per il gasdotto tra l’Algeria e la Sardegna.
“Ricordiamo che oltre al Fisco, i veri danneggiati sono i creditori della Caorso Trasporti”, hanno concluso gli inquirenti.

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