Disordini in carcere, l’Antiterrorismo di Bologna apre un’inchiesta

10 Maggio 2016

novate

Sta ovviamente avendo strascichi politici e giudiziari la rivolta che ha visto protagonisti alcuni detenuti del carcere delle Novate, che domenica pomeriggio hanno devastato un reparto. Secondo quanto hanno riferito gli agenti penitenziari intervenuti, gli stranieri avrebbero inneggiato anche all’Isis, ragion per cui il procuratore aggiunto di BolognaValter Giovannini, coordinatore del gruppo anti-terrorismo, ha aperto un fascicolo conoscitivo e presto chiederà alla Digos di verificare quanto accaduto, soprattutto in merito a questi presunti cori su Allah e la Jihad.

La direzione del carcere, ieri però ha precisato che “non c’è stato alcun inneggiamento all’Isis e non si registra alcun riferimento al terrorismo di stampo jihadista, aggiungendo che “domenica si sono verificati gravi disordini in una sezione ordinaria di media sicurezza della struttura piacentina ospitante 17 detenuti, che ha riportato danni strutturali e nell’impiantistica, ad oggi non ancora quantificati e che comunque è funzionante e di cui non si prevede chiusura. Promotori dei disordini 3 detenuti che, lamentando le condizioni di restrizione, hanno tentato di fomentare gli altri, diversi dei quali non si sono lasciati coinvolgere”.

I sindacati della polizia penitenziaria, però, confermano la versione fornita dagli agenti intervenuti: “Probabilmente il direttore del carcere di Piacenza e il comandante di reparto non comunicano tra loro – hanno affermato Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) e Francesco Campobasso, segretario regionale – considerato che è stato riferito alla nostra organizzazione sindacale che i poliziotti penitenziari intervenuti hanno documentato in atti che i detenuti  responsabili della rivolta hanno inneggiato all’Isis. Inoltre, anche i nostri segretari di Piacenza hanno confermato tale versione”.

TUTTI I DETTAGLI SUL QUOTIDIANO LIBERTA’ IN EDICOLA

 

© Copyright 2021 Editoriale Libertà