Val Nure

“Salviamo la Fornace di Piancavallo”. L’appello di Bettola e Soprintendenza

26 luglio 2016

fornace romana di Piancavallo

Servono almeno 50mila euro per salvare la Fornace romana di Piancavallo, il sito archeologico scoperto fortuitamente nel 1975 nella frazione Radelli di Bettola che dal 2013 compare nell’elenco dei siti dichiarati di interesse culturale, storico, artistico dalla Direzione regionale dei beni culturali.

I frequenti atti vandalici e il poco denaro a disposizione per il restauro conservativo rischiano di compromettere l’unico sito archeologico pubblicamente fruibile in Valnure. Un appello accorato a tutte le istituzioni è stato lanciato in un incontro pubblico dal sindaco Bettola Sandro Busca, dai volontari del Gruppo archeologico della Valnure e dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggi di Piacenza e Parma che negli ultimi anni ha notevolmente concentrato le proprie attenzioni sul sito.

“La Fornace versa in condizioni precarie, e senza un imminente intervento di restauro conservativo è soggetta a un’implosione perché i muri di contenimento stanno spingendo contro gli archetti ed è destinata a deteriorarsi in maniera definita” ha denunciato la funzionaria della Soprintendenza Roberta Conversi.

Per il sindaco Busca la Fornace, che risale a un’epoca tra il primo secolo avanti e il primo secolo dopo Cristo, non ha nulla da invidiare a Veleia romana. Per questo, oltre al prezioso lavoro dei volontari, occorre fare di tutto per recuperarla e riportarla a nuova vita. Uno degli obiettivi dell’amministrazione è quello di rendere il sito appetibile per il turismo e per le scolaresche.

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