24esima assemblea

Arpae: “Inquinamento in aumento, ma non per colpa della raffineria esplosa”

2 dicembre 2016

incendio san nazzaro de burgondi

Non si segnalano al momento effetti significativi sulla qualità dell’aria nel Piacentino a seguito dell’incendio della raffineria Eni di Sannazzaro de Burgondi”.  E’ quanto spiega Arpae dopo la lettura dei dati raccolti nelle stazioni fisse e mobili attive nella Provincia di Piacenza, l’area più esposta a una eventuale ricaduta degli inquinanti prodotti dall’incendio.

“Nel dettaglio – chiariscono i tecnici – l’unico inquinante che ha avuto un incremento è stato il biossido di azoto (NO2), e nella sola stazione di Piacenza Giordani-Farnese, presso la quale alle 23 dell’1 dicembre è stato registrato un valore massimo di 223 μ/m3. Allo stato attuale, non è possibile correlare il valore all´incendio che ha interessato la raffineria di Sannazzaro, tenendo conto anche dei valori massimi giornalieri di NO2 e i valori medi giornalieri di PM10 registrati nelle altre stazioni della rete regionale della qualità dell’aria, che hanno mostrato comunque una tendenza a un progressivo aumento a partire dal 29 novembre scorso, incremento che rientra nella normale variabilità dovuta alle condizioni meteorologiche”.

Nel corso dell´incendio, i venti hanno soffiato prevalentemente verso est, indirizzando i fumi nella direzione dell’asta del Po. Nella notte trascorsa, in tutta la Pianura Padana è stata presente una forte inversione termica, che ha limitato la dispersione dei fumi lungo la verticale.

Arpae prosegue il monitoraggio della situazione e i dati sono disponibili ogni giorno all’indirizzo www.arpae.it/aria.

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