Autobus gratuito anche a Piacenza per chi ha l’abbonamento del treno

25 Febbraio 2017

Oltre un milione di passeggeri al giorno: 850 mila su gomma e 150 mila su ferro, in continua crescita. Più di 7.200 dipendenti, come un’azienda da 650 milioni di fatturato. È il trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna, che la Regione è pronta a rilanciare con un piano di investimenti da quasi 1 miliardo e 400 milioni di euro, che toccherà da vicino anche Piacenza.

Innanzitutto è previsto, con modalità da definire, il rinnovo del parco mezzi, con l’immissione su tutto il territorio regionale di centinaia di autobus ecocompatibili e convogli. Entro il 2019 entreranno in servizio 75 treni nuovi, 22 dei quali già nel 2017: si tratta di quelli che la Regione ha deciso di immettere in anticipo rispetto alla gara del ferro (un piano di investimento complessivo da 750 milioni di euro, che prevede l’ingresso di 96 nuovi convogli). E poi 600 nuovi autobus saranno immessi su tutto il territorio regionale entro il 2020, per un investimento che vale 160 milioni di euro. 191 mezzi (diesel euro 6) entreranno in servizio nel 2017, 70 (a metano, ibridi o elettrici) nel 2018, i restanti entro il 2020.
Complessivamente, si tratta di un investimento di oltre 900 mila euro, che sommati alle risorse relative al piano triennale di ammodernamento delle stazioni, superano 1 miliardo di euro.

Un’altra importante novità riguarda da vicino gli abbonati che utilizzano sia treno sia bus. Oggi devono pagare un doppio abbonamento, mensile o annuale, distinto per entrambi i mezzi. Con questa riforma, invece, potranno viaggiare con l’abbonamento del treno anche negli autobus di 13 città, tra cui Piacenza. La gratuità è prevista per le città di partenza e di arrivo dell’abbonamento ferroviario. Con un risparmio medio annuo di circa 180 euro per abbonato, sono 36 mila le persone interessate dal provvedimento, per lo più studenti e lavoratori pendolari.

Il progetto punta a rafforzare e rendere ancora più efficiente il sistema, ad aumentare la competitività del territorio e a tutelare l’occupazione. Due sono le opzioni in campo: o la creazione – al posto delle 9 attuali – di un’unica agenzia regionale, con i relativi presidi territoriali; oppure la fusione in 4 agenzie con le medesime funzioni, come previsto dalla legge regionale 30/98. Un passaggio necessario, a cui si aggiunge la proposta della Regione: aggregare in un’unica holding regionale le aziende di trasporto a maggioranza pubblica (Tper, Tep, Start Romagna e Seta).

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