Senza cellulari per non essere “tracciati”. Ipotesi colpo su commissione

20 Maggio 2017

I due rapinatori (uno serbo, l’altro macedone) che mercoledì hanno assaltato la gioielleria Valenza Oro di Corso Vittorio Emanuele, a Piacenza, avevano studiato il colpo in maniera certosina: il colpo effettuato fingendosi clienti, lo scooter pronto per la fuga in via Nova, la strada scelta in modo che non potessero essere inseguiti in auto a causa di due grossi vasi che bloccano il passaggio, il giorno di mercato che avrebbe reso difficile l’arrivo delle forze dell’ordine a causa della folla, nessun telefono cellulare per evitare di essere “tracciati”.

Sulla loro strada hanno trovato però un appuntato scelto dei carabinieri che ha ingaggiato un conflitto a fuoco e con un solo colpo ha ferito entrambi i malviventi, bloccandoli.
Nella mattinata di oggi, 20 maggio, il giudice Adele Savastano ha fissato l’udienza di convalida nel carcere delle Novate, dove i due si trovano rinchiusi con l’accusa di rapina pluriaggravata in concorso e ricettazione aggravata, relativa allo scooter, rubato nel Milanese.

I militari proseguono con le indagini che mirano a scoprire innanzitutto gli spostamenti dei due: non potendo contare sulle celle dei telefonini, gli inquirenti stanno cercando attraverso le telecamere di sorveglianza ed altri accorgimenti tecnici di seguire a ritroso il percorso dei due, anche per capire se ci fosse un terzo complice ad aiutarli. Tra le ipotesi su cui starebbero lavorando anche quella della rapina su commissione di orologi di valore (Rolex e non solo) per alimentare il mercato nero.

Inoltre, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bologna ha convalidato l’arresto temporaneo a fine estradizionale del macedone, per un’aggressione commessa nel 2014 in patria, e si appresta a fissare l’udienza per discutere sulla richiesta di estradizione.

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