Allagamenti e danni al pomodoro, il nubifragio non ha portato benefici. L’emergenza rimane

12 Luglio 2017

Non ha portato molti benefici all’agricoltura la pioggia caduta ieri, ma qualche danno alle coltivazioni.

“E’ stato un improvviso e breve ristoro per la campagna la pioggia caduta, ma ha portato anche danni, soprattutto alle coltivazioni di pomodoro”. E’ Marco Crotti, presidente di Coldiretti Piacenza, a spiegare che il nubifragio, che ha colpito nel primo pomeriggio di ieri il Piacentino, ha portato beneficio in termini di irrigazione superficiale, ma la violenza dell’acqua, assieme a un po’ di grandine e al vento forte, ha danneggiato le piantagioni di oro rosso nella zona tra Cortemaggiore, la Barabasca e Fiorenzuola.

“Si è trattato di un temporale di calore – ha spiegato Vittorio Marzio di MeteoValnure.it – generato dal passaggio di una massa d’aria oceanica sopra ad un’area calda e umida”.
La quantità maggiore di precipitazioni, 37 mm, si è registrata proprio sopra alla città, che con la sua vasta superficie cementificata incamera più calore della campagna, dove invece sono caduti mediamente 10 mm di pioggia. Di circa 65km orari il vento che ha sospinto il veloce transito della perturbazione.

Di nessuna utilità, invece, per quanto riguarda il ripristino delle falde acquifere, che per essere alimentate hanno bisogno di piogge in montagna. “Oltretutto – ha proseguito Crotti” – la violenza della pioggia ha fatto sì che l’acqua corresse via nei canali senza avere il tempo di essere assorbita a fondo dal terreno”.

Rimane critica la situazione nella parte medio-alta della Val d’Arda, dove alcune aziende agricole sono praticamente a secco, e l’irrigazione è resa impossibile dal blocco dei prelievi dalla diga di Mignano ai fini agricoli.

“E’ grazie ad un gesto di solidarietà importante di una decina di aziende private della zona, che mettono a disposizione i loro pozzi quando non li utilizzano – ha spiegato Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica –, che possiamo integrare acqua nella rete di irrigazione. Lunedì – ha proseguito – saremo pronti per iniziare la perforazione di altri due pozzi nella media Val d’Arda, che speriamo possano diventare operativi in tre settimane”.

E’ migliorata invece la situazione in Val Trebbia, dove l’apertura della diga del Brugneto e le deroghe al deflusso minimo vitale stanno alimentando i canali di irrigazione.

Per concludere uno sguardo alla previsioni. “Non sono previste precipitazioni fino al week-end – ha spiegato l’esperto – ma solo qualche instabilità sull’appennino. Stabili le temperature attorno al 32 gradi”.

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