Uccisa con cinque coltellate

Marito di Damia piange, ma non parla: confermato il fermo per omicidio. Colletta dei colleghi per rimpatrio della salma

11 maggio 2019

E’ stato convalidato il fermo e resterà in carcere Abdelkrim Foukahi, il 39enne marocchino, accusato di aver ucciso la moglie Damia, trovata senza vita nella loro abitazione di Borgonovo mercoledì scorso. L’uomo questa mattina, sabato 11 maggio, nel carcere di Venezia, è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia. L’accusa è di omicidio. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’avvocato difensore Matilde Pasquon ha sottolineato che in queste ore il suo pensiero fisso sono i bambini e che piange ogni volta che chiede di loro. Il processo si terrà a Piacenza ed è probabile che venga richiesto il trasferimento alle Novate. Intanto l’autopsia ha rivelato che la moglie è stata colpita con almeno 5 coltellate e quella alla gola è risultata fatale.

La morte potrebbe risalire a lunedì scorso, un paio di giorni prima rispetto al ritrovamento del cadavere nell’abitazione in cui la donna viveva con il marito e i due figli di due e quattro anni. L’uomo e i bambini erano stati rintracciati la sera dell’8 maggio in un autogrill in Veneto. Damia El Assali viveva in Valtidone da circa 18 anni e lavorava alla vetreria del paese nel reparto di produzione. I colleghi della cooperativa San Martino hanno avviato una colletta da destinare ai familiari per il rimpatrio della salma in Marocco una volta che sarà concesso il nulla osta dalla procura. Damia è ricordata da tutti come una una brava mamma e una grande lavoratrice, era lei con il suo stipendio a mantenere tutta la famiglia, il marito in Italia da sei anni invece non aveva mai lavorato.

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