Allarme Legambiente

Ozono estivo: Piacenza maglia nera in regione. Già 80 sforamenti

22 luglio 2019

E’ tornata l’estate da record in Emilia-Romagna: con picchi oltre i 40 gradi, a giugno si sono registrati massimi storici in tutti i capoluoghi di provincia. Ondate di calore anomale sempre più frequenti che, oltre a ledere direttamente la salute dei cittadini, favoriscono anche la concentrazione di ozono troposferico nell’aria, dannoso per l’ambiente e la nostra salute.

Per quanto riguarda gli sforamenti della soglia consentita, Piacenza è maglia nera in regione: da inizio anno ad oggi, 22 luglio, secondo quando rilevato da Legambiente (su dati forniti da Arpae), alla stazione di monitoraggio situata al parco di Montecucco si sono registrati, sia per intensità che per durata e frequenza, i picchi massimi di inquinamento da ozono in Emilia Romagna. Nello specifico, gli sforamenti riguardanti il numero progressivo di superamenti del valore obiettivo (che è di 120 microgrammi al metro cubo) sono 42, mentre i superamenti della soglia di informazione (180 microgrammi al metro cubo) sono 38. Inoltre, a livello di intensità e durata, sempre la centralina di Montecucco ha fatto registrare, il 27 giugno scorso, i valori record in regione per quanto riguarda la soglia di informazione: stiamo parlando di un picco di ben 236 microgrammi al metro cubo. Un superamento che è durato per 9 ore consecutive.

L’ozono troposferico è un inquinante secondario pericoloso, che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore. “Per contenere il problema dell’inquinamento dell’aria anche in estate – fa sapere Legambiente – è fondamentale ridurre i consumi dovuti alla climatizzazione degli ambienti sia domestici che commerciali, facendo rispettare le norme contenute nel piano aria regionale che prevedono l’obbligo di chiusura delle porte dei negozi, per evitare inutili dispersioni termiche”.

Il comunicato di Legambiente

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