L'allarme

L’estate nera dei pendolari piacentini: più di un treno su 10 è in ritardo. La replica di Trenitalia

23 agosto 2019

Diminuiscono i treni e aumentano i ritardi. E’ un quadro tutt’altro che positivo quello relativo ai pendolari piacentini e, più in generale, emiliano-romagnoli. Lo si evince dalle tabelle fornite dalla direzione regionale Emilia Romagna di Trenitalia all’assessorato regionale dei Trasporti: da inizio anno a luglio, infatti, i treni in ritardo (o addirittura mai arrivati a destinazione) sono stati oltre il 10%, con una pessima performance nell’ultimo mese del 13,4%. Nel 2018 tale percentuale era del 12%, decisamente peggio rispetto agli anni precedenti.

I miglioramenti degli ultimi anni sul fronte del rinnovamento dei mezzi (come ad esempio l’introduzione dei convogli Pop e Rock) sembrano tuttavia non essere andati di pari passo con quelli del servizio in generale, che sta conoscendo una battuta d’arresto. Quanto meno sugli aspetti della puntualità e del numero di convogli, aspetti cari a chi, per lavoro o studio, frequenta treni e stazioni giornalmente.

Convertendo i dati in cifre assolute risulta che nel 2018 sono stati ben 30mila i convogli che non hanno rispettato lo “standard b”, cioè quelli che non sono entrati in stazione entro 5 minuti dall’orario previsto. Di questi, circa 4mila non hanno neanche lasciato la stazione di partenza, o sono stati soppressi lungo la strada. Tra le tratte trafficate dove si registrano i maggiori ritardi, un treno ogni cinque, c’è la Bologna- Piacenza-Milano, soprattutto dal capoluogo lombardo alla nostra città. Una situazione che ha spinto l’associazione pendolari di Piacenza a lanciare l’allarme.

LA REPLICA TRENITALIA
In una nota, Trenitalia precisa che da gennaio 2019 in regione è stato puntuale il 90% dei propri treni regionali – 1,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2018 – con punte del 92,5% nella fascia pendolare del mattino (+1% vs 2018). In calo del 12%, nello stesso periodo, anche la percentuale dei treni cancellati.

I dati sono riferiti alla puntualità “reale” del treno, quella percepita dalle persone, indipendentemente dalle cause – imputabili o meno al sistema ferroviario – che hanno causato gli eventuali ritardi o le cancellazioni. Nello stesso periodo infatti è mediamente solo del 2,4% (1,9% in fascia pendolare mattino) la percentuale dei treni in ritardo per cause direttamente imputabili a Trenitalia.
La graduale entrata in servizio di nuovi treni e la riorganizzazione dei processi industriali hanno ridotto anche il numero delle corse cancellate direttamente da Trenitalia, che si attestano oggi a 0,86%, circa il 40% in meno rispetto al 2014.

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