Indagine

“Rubavano escavatori e li vendevano in Albania”: 7 arresti. Furti per un milione e mezzo di euro

28 ottobre 2019

I carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola hanno sgominato un’associazione a delinquere finalizzata al furto di macchinari per l’escavazione che venivano rubati dai cantieri del Nord Italia ed esportati in Albania dove venivano utilizzati in importanti cantieri per la costruzione di strade.

L’indagine “Digger”, coordinata dal pm Matteo Centini, nasce dal ritrovamento di un Caterpillar abbandonato a Villanova nel Piacentino. Il caso era stato segnalato da un cittadino che aveva notato alcune persone attorno al macchinario. I militari hanno recuperato il mezzo risultato rubato in un cantiere del Parmense, l’escavatore aveva un numero di telaio falso ed era stato nascosto in attesa che qualcuno lo prelevasse alcuni giorni dopo per il trasferimento all’estero. L’indagine partita nel luglio 2018 è terminata dopo sei mesi di indagini.

Nove i soggetti indagati, cinque sono finiti in carcere (uno è stato scarcerato oggi), due ai domiciliari. In base alle indagini degli investigatori, il capo dell’organizzazione è risultato un 47enne albanese che con la compagna 35enne faceva sopralluoghi nei cantieri per individuare i mezzi da rubare; l’uomo aveva un’impresa in Albania. Il sodalizio si avvaleva di soggetti che eseguivano i furti, altri che cambiavano i numeri di telaio, imprenditori che emettevano fatture false per la compravendita. Tra gli arrestati, quattro sono albanesi, due milanesi, uno emiliano.

I reati contestati a vario titolo sono furto, riciclaggio, autoriciclaggio e ricettazione.

Sei i furti accertati nei cantieri del Nord Italia (Dalmine, Ridiamo, Tortona, tre a Fontevivo). Il valore è dei mezzi rubati era di circa un milione e mezzo di euro. Due mezzi sono stati recuperati.

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