Reati in calo del 10%, 456 arresti, 86mila chiamate al 112. Il bilancio dell’Arma

02 Gennaio 2020

La conferma del calo di reati nel Piacentino, di circa il 10%, è arrivata dai Carabinieri del comando provinciale nel tradizionale incontro con la stampa, dove il comandate Stefano Savo ha sottolineato l’importanza della sinergia con enti locali e altre forze dell’ordine, oltre alla la vicinanza al territorio, soprattutto per fasce deboli, giovani e donne vittime di violenze di genere.

“Un valore – ha spiegato il comandante Provinciale colonnello Stefano Savo – soggetto al cosiddetto numero oscuro, cioè i reati non denunciati o che per vari motivi non possono essere divulgati”.
Mutevole anche il concetto di percezione della sicurezza, “che dipende anche da fattori esterni come la qualità della vita e il contesto ambientale”. Premesse che introducono ai numeri reali dell’anno appena concluso, come i quasi 7.200 reati, i 456 arresti e le oltre 1700.  Poche le differenze tra provincia e capoluogo, leggermente più marcate sulla città per quanto riguarda spaccio e furti. E poi le 86mila chiamate al 112, che spesso sono anche di attestazione di stima e fiducia, di richiesta di mediazione e semplicemente dettate dalla solitudine.

Particolare attenzione alle violenze di genere, 95 casi in un anno con 23 arresti, per le quali il comando ha scelto di evolvere lo slogan rivolto alle donne “Possiamo aiutarvi” in “Vogliamo aiutarvi”.

Altro tema sul quale l’attenzione dei carabinieri è costante è il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, per il quale, ha spiegato il comandante “non c’è la medesima attenzione da parte dei cittadini, che viene rivolta ad esempio alle conseguenze del cibo spazzatura o del fumo”. Attività di repressione che ha portato a 196 arresti, 142 denunce e oltre 400 assuntori segnalati, dei quali il 5% sono minorenni. Un fenomeno che induce i consumatori a trovarsi coinvolti in altri reati per poter trovare i soldi per l’acquisto delle sostanze. E poi 19 denunce per guida in stato di alterazione che in 6 casi hanno portato a incidenti stradali.

Furti – 800 i casi denunciati, con 40 arresti e 180 denunce -, ricerca persone scomparse, ricatti a sfondo sessuale, ordine pubblico e tutela dell’osservanza delle norme sul lavoro sono altre attività che impegnano l’Arma.

Da ultimo, ma non per minore importanza, l’attività di contatto verso le fasce deboli e gli studenti, per portare messaggi di legalità, per ascoltare le loro esigenze, che spesso rimangono nascoste, e per conoscerne le fragilità.
“Perché la sicurezza – ha concluso il colonnello Savo – non ha un andamento lineare. E’ dinamica, mutevole, condizionata dalla vulnerabilità e dai problemi socio-economici del territorio”.

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