Tratta di esseri umani

Dai riti voodoo alla prostituzione: cinque arresti. Appartamento confiscato a Piacenza

8 gennaio 2020

Con la speranza di un futuro migliore partivano dalla Nigeria per l’Europa. Non sapevano che ad attenderle c’erano violenze e prostituzione. A volte erano i parenti stessi delle vittime a indicarle a un’organizzazione che le conduceva in Europa per ridurle in schiavitù. Prima di partire le ragazze venivano sottoposte a stregonerie, incisioni sulla pelle, minacce e violenze psicologiche: dovevano affidarsi alle maman (sfruttatrici che avrebbero dovuto proteggerle) altrimenti loro stesse e i familiari sarebbero stati in pericolo. Il viaggio costava dai 20mila ai 40mila euro, alcune subivano violenze sessuali e arrivavano incinte. Una volta giunte a destinazione erano costrette a saldare il debito prostituendosi. Nel 2017, durante un controllo della polizia a Piacenza, venne interrogata una ragazza nigeriana che, superata la diffidenza iniziale, raccontò la sua storia agli agenti. Viveva a Piacenza in un appartamento di proprietà di una donna nigeriana con cittadinanza italiana. L’appartamento è stato sequestrato e la proprietaria arrestata.

Con due operazioni di polizia giudiziaria, denominate “Little Free Bear I” e “Little Free Bear II”, la squadra mobile della questura di Piacenza ha messo a segno un duro colpo alla tratta di esseri umani messa in campo da una organizzazione criminale nigeriana. Il bilancio è di 5 arresti (3 con mandato di arresto europeo in Grecia, Inghilterra e Germania) e 9 indagati in totale, tra i quali figurano anche tre persone residenti in città e due in provincia. Il nome dell’indagine deriva dall’orsacchiotto che la giovane costretta a prostituirsi stringeva tra le braccia quando ha raccontato al sua storia alla polizia.
I reati contestati agli arrestati e denunciati a vario titolo sono: riduzione o mantenimento in schiavitù, tratta di esseri umani, immigrazione clandestina aggravata, favoreggiamento della permanenza di straniero irregolare sul territorio dello Stato, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale (aggravata dalla reiterazione a carico di minorenne).

L’indagine è iniziata nel mese di agosto 2017, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bologna. Articolate e complesse indagini hanno permesso di assicurare alla giustizia vari soggetti di una banda che operava in ambito internazionale e con una sede anche a Piacenza.

Alla attività investigativa hanno collaborato il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, la Bundeskriminalamt tedesca, la polizia greca e quella polizia inglese.

 

IL COMUNICATO DELLA QUESTURA DI PIACENZA


Polizia di Piacenza – Operazione Little Free Bear I e II

Il plauso del sindaco Barbieri alla Squadra Mobile

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categorie: Cronaca Piacenza

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