Condanne per altri reati

Si aprono le porte del carcere per i due piacentini che si accusano del furto del Klimt

21 gennaio 2020

I due piacentini che si sono autodenunciati come autori del furto del Ritratto di Signora di Klimt presto entreranno in carcere.
Non per aver rubato il capolavoro dalla galleria Ricci Oddi il 22 febbraio 1997 (e ritrovato in circostanze altrettanto misteriose il 10 dicembre 2019), ma per saldare i loro conti con il passato.
I due erano, infatti, componenti della cosiddetta “banda del grimaldello bulgaro”, che mise a segno decine di furti tra Piacenza e province limitrofe e venerdì scorso la Cassazione ha confermato le sentenze di secondo grado e reso definitive le condanne. Uno deve scontare 7 anni e due mesi (in primo grado fu condannato a 14 anni), l’altro 4 anni e 8 mesi (contro gli 8 anni e 8 mesi del primo grado).
Nei giorni scorsi inviarono una lettera a Libertà nella quale dichiaravano di essere stati gli autori del furto alla Ricci Oddi nel febbraio del 1997. E a loro, sostengono, si deve la restituzione del quadro. Per questo, sono stati ascoltati dagli investigatori della squadra Mobile della questura.
La Procura indaga per ricettazione, mentre l’eventuale reato di furto sarebbe caduto in prescrizione.

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