Omicidio Pomarelli

“Elisa non si è difesa da Massimo”: primo esito dell’autopsia sulla 28enne uccisa dall’amico

30 gennaio 2020

Sono passati cinque mesi dalla morte di Elisa Pomarelli, la 28enne di Borgotrebbia uccisa dall’amico Massimo Sebastiani. Dalla procura non è ancora arrivato il nulla osta per la restituzione del corpo della vittima alla famiglia per celebrare i funerali. Si attende infatti, l’esito definitivo dell’autopsia eseguita il 12 settembre scorso all’istituto di Medicina legale di Pavia.

In merito all’esame autoptico è arrivato un primo esito, depositato dalla genetista Pierangela Grignani, che, in base alle analisi, esclude la presenza di tracce biologiche di Sebastiani sul corpo di Elisa Pomarelli. Non ci sono ad esempio tracce di pelle sotto le unghie, questo significa che non ci sarebbe stata una colluttazione tra i due prima della morte della 28enne e che dunque, Elisa non si sarebbe difesa. Un’ipotesi che non smentisce quanto dichiarato in sede di interrogatorio da Massimo Sebastiani rinchiuso al carcere delle Novate dal 7 settembre, giorno in cui è stato arrestato dopo aver indicato alle forze dell’ordine dove aveva portato il corpo esanime dell’amica.

Durante l’autopsia sono state effettuate analisi di tipo genetico, tossicologico ed entomologico.

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