“Senza l’acquisto di materiale scolastico si blocca la didattica a distanza”

28 Marzo 2020

“Come faranno i nostri alunni quando finiranno i quaderni, le biro cancellabili, la colla o il bianchetto?”. Se lo chiede Francesca Carrà, insegnante della scuola elementare Caduti sul Lavoro di Piacenza, che ha inviato una lettera a Liberta.it a nome di un gruppo di docenti e famiglie. Il problema è presto spiegato: se da una parte la didattica a distanza procede a passo svelto superando l’ostacolo dell’emergenza Coronavirus, dall’altra però il decreto governativo ha bloccato la vendita di pennarelli, matite, gomme e altri prodotti di cancelleria nei supermercati. Interi scaffali, infatti, sono sbarrati con la scritta “Non è possibile acquistare la merce presente in quest’area”.

L’insegnante, quindi, interviene per chiedere un passo indietro su questa limitazione: “La didattica a distanza è un duro lavoro fatto di videochiamate, connessioni pessime, prove per cercare di capire ciò che i bambini possono fare senza incontrare difficoltà. Inspiegabilmente ce la stiamo facendo. Gli alunni hanno voglia di vederci, sentirci e tornare a fare scuola, mentre i genitori ci stanno aiutando tra faccende domestiche e smart working. Però i giorni passano e non tutti hanno il materiale scolastico a sufficienza. E non tutti hanno la possibilità di comprarlo online. Chiedere a un bambino che scrive con la biro cancellabile di utilizzare la matita significa metterlo nelle condizioni di regredire, generando ansia e paura. Perché se il popolo docente si sta mobilitando per cercare di rendere questa situazione sopportabile, le istituzioni alzano questo muro? Si tratta di un problema reale. L’auspicio – conclude Carrà – è che si possa tornare quanto prima ad acquistare la cancelleria scolastica nei reparti dei supermercati”.

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