Le lavoratrici delle mense scolastiche: "Che ne sarà del nostro futuro?"
Redazione Online
|6 anni fa

“Che ne sarà del nostro futuro?”. Un gruppo di lavoratrici delle mense scolastiche piacentine se lo chiede con preoccupazione. La chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, infatti, ha colpito duramente il comparto della ristorazione organizzata, compresa per l’appunto la somministrazione dei pasti agli studenti. “Il settore è in ginocchio – dicono alcune dipendenti di una cooperativa piacentina – e, inevitabilmente, i danni economici si ripercuotono anche su di noi. Da un giorno all’altro, l’interruzione dell’attività scolastica ha fermato il nostro lavoro”.
Le addette alla mensa sono in cassa integrazione straordinaria: “Siamo disperate, nei mesi di marzo e aprile abbiamo percepito l’80 percento dello stipendio. Si tratta di una diminuzione davvero penalizzante, dato che la retribuzione è bassa anche in una condizione di normalità. Non si tratta di grandi cifre, in media si guadagna quattrocento euro al mese per tre ore di lavoro al giorno”. E per le operatrici assunte con contratti a tempo determinato la situazione potrebbe essere ancora più difficile: «Le colleghe con rapporti a termine possono evitare di contare su questo mestiere, gli scenari futuri rischiano di essere sempre più sfavorevoli”.
Ciò che intimorisce il gruppo di lavoratrici delle mense scolastiche, infatti, è la riapertura delle scuole a settembre: “Pare che il governo voglia puntare sulla didattica mista, con metà alunni a scuola e metà collegati in remoto da casa. Se così fosse, che ne sarebbe delle mense? E di noi addette? Le istituzioni ci diano una risposta, la nostra categoria è dimenticata”.
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