Le lavoratrici delle mense scolastiche: “Che ne sarà del nostro futuro?”

07 Maggio 2020

“Che ne sarà del nostro futuro?”. Un gruppo di lavoratrici delle mense scolastiche piacentine se lo chiede con preoccupazione. La chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, infatti, ha colpito duramente il comparto della ristorazione organizzata, compresa per l’appunto la somministrazione dei pasti agli studenti. “Il settore è in ginocchio – dicono alcune dipendenti di una cooperativa piacentina – e, inevitabilmente, i danni economici si ripercuotono anche su di noi. Da un giorno all’altro, l’interruzione dell’attività scolastica ha fermato il nostro lavoro”.

Le addette alla mensa sono in cassa integrazione straordinaria: “Siamo disperate, nei mesi di marzo e aprile abbiamo percepito l’80 percento dello stipendio. Si tratta di una diminuzione davvero penalizzante, dato che la retribuzione è bassa anche in una condizione di normalità. Non si tratta di grandi cifre, in media si guadagna quattrocento euro al mese per tre ore di lavoro al giorno”. E per le operatrici assunte con contratti a tempo determinato la situazione potrebbe essere ancora più difficile: «Le colleghe con rapporti a termine possono evitare di contare su questo mestiere, gli scenari futuri rischiano di essere sempre più sfavorevoli”.

Ciò che intimorisce il gruppo di lavoratrici delle mense scolastiche, infatti, è la riapertura delle scuole a settembre: “Pare che il governo voglia puntare sulla didattica mista, con metà alunni a scuola e metà collegati in remoto da casa. Se così fosse, che ne sarebbe delle mense? E di noi addette? Le istituzioni ci diano una risposta, la nostra categoria è dimenticata”.

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