Baldino: “Un anno per tornare ai livelli pre-Covid delle prestazioni, salgono a 54 i posti letto per le terapie intensive”

08 Giugno 2020

“L’obiettivo è quello di individuare tutti i positivi al Covid 19 presenti sul territorio per isolarli. Questa è la principale battaglia per i prossimi due mesi”. Sono le parole di Luca Baldino, direttore generale di Ausl di Piacenza e commissario straordinario dell’emergenza Coronavirus che oggi, 8 giugno, è stato invitato a tenere un’audizione in consiglio comunale, convocato a Palazzo Gotico, per fare il punto della situazione sulla pandemia che ha travolto la nostra provincia. “La situazione epidemiologica, al momento, è sotto controllo – ha assicurato Baldino. Al 5 giugno i piacentini positivi sono stati 4.496 con una percentuale costantemente in calo, 1.817 solo nella città di Piacenza. Dai dati i nostro possesso possiamo dire che il virus contagia sia giovani che anziani mentre “risparmia” i bambini. Al momento sono 539 le persone con malattia in corso di cui 11 persone ricoverate in terapie intensiva. Non c’è più nessuno in pericolo di vita, a parte questi ultimi – ha sottolineato Baldino – e i sintomi sono decisamente meno gravi. I pazienti delle terapie intensive, di cui 6 a Piacenza e 5 in altre strutture del territorio, sono ricoverati da diverse settimane”. I numeri indicano effettivamente che l’emergenza è alle spalle. “Siamo passati da 152 persone ricoverate in terapia intensiva durante il picco a 11 e da 507 ricoveri per polmoniti a 46 attuali”.

Da oltre una settimana non si registrano accessi al pronto soccorso con persone che lamentano sintomi da Covid. “Abbiamo capito che l’epicentro dell’epidemia era a Lodi”. Ad oggi Ausl conta 974 vittime da Covid nella provincia di Piacenza contro i 958 segnalati dalla regione tenendo conto anche dei residenti fuori regione. “Indubbiamente la situazione della pandemia è in fase di remissione ma il virus non è scomparso, sta ancora girando per le strade di Piacenza – ha spiegato Baldino – il caldo e il distanziamento sociale aiutano ma dobbiamo arrivare a contagi zero entro fine estate”.

La sorveglianza resta il punto cardine su cui poggia la riprogrammazione della sanità piacentina: “Un soggetto che abbia sintomi, tipo febbre, viene segnalato dai medici di medicina generale all’Ausl. Le Usca intervengono immediatamente a casa, e sia il soggetto che la famiglia vengono sottoposti a tampone per garantire la diagnosi di Covid e procedere con l’isolamento e le cure. All’interno dell’ospedale chiunque venga ricoverato viene sottoposto al tampone. I pazienti sospetti vengono isolati nei reparti di quarantena e li restano tre giorni per essere sottoposti a doppio tampone” .

NUOVA ORGANIZZAZIONE:
I 44 posti letto di terapia intensiva arriveranno a 54. La struttura sarà flessibile. “Prima del Covid avevamo 15 posti letto. Al terzo piano al blocco A stiamo facendo lavori per impianti sul tetto per avere nella zona ricambi d’aria e pressione negativa. Dal 1 agosto ospiterà pneumologia con terapia intensiva respiratoria e dall’altro corridoio medicina sub intensiva con stanze da 6 letti a vista e stanze singole. Saremo in grado di ottenere 25 /30 posti letto di terapia intensiva nel giro di poche ore.  Faremo la stessa operazione presso la cardiologia dell’ospedale di Castel San Giovanni. Lavori sono previsti anche a Fiorenzuola. Gli interventi si concluderanno entro il mese di agosto e avranno un costo complessivo di 2,5 milioni di euro.

PERSONALE:
La dotazione organica è stata aumentata di 300 persone tra tempo indeterminato e determinato, più infermieri che medici perchè “non siamo riusciti a trovarli”. Tutto il personale assunto verrà mantenuto fino alla fine dell’anno e forse per l’anno prossimo.

ATTIVITA’ AMBULATORIALI:
L’emergenza ha causato anche il lockdown di esami e visite (tranne quelle essenziali). L’attività sta riprendendo. L’Ausl sta richiamando i cittadini che avevano prenotato prima del 21 febbraio. Tutti i reparti hanno riaperto e sono state recuperate il 50% delle prestazioni. Dal 1 luglio riapriranno le prenotazioni Cup. Sono 25mila le prestazioni da recuperare. “I volumi torneranno come prima ma ci vorrà almeno un anno” – ha spiegato Baldino.

Dopo l’intervento di Baldino la parola è passata ai consiglieri comunali: Mauro Saccardi (Gruppo Misto) non ha risparmiato critiche: “Il ministro Speranza ha annunciato che la stagione dei tagli alla sanità è finito ma vorrei ricordare che nel 2017 si spinse la Conferenza Territorio Sanitaria a votare un piano definito “Futuro in Salute” dove erano previsti tagli e ridimensionamenti dove Forza Italia si era espressa in disaccordo. Ora bisogna far ripartire la sanità rielaborando, insieme, un piano di rafforzamento del sistema sanitario”. Michele Giardino (Gruppo Misto) non ha risparmiato dure critiche al metodo di Baldino: “La sua gestione non ha fatto la differenza”. Lorella Capucciati (Lega) ha ribattuto a Giardino: “L’azienda ha lavorato bene, abbiamo fatto tutto quello che potevamo. La verità è che Piacenza è stata lasciata completamente sola e non è colpa del direttore Baldino”. Stefano Cugini (Pd) ha detto no invece alla proposta della Lega di nominare il sindaco Barbieri commissario per il nuovo ospedale: “Devono occuparsene Ausl e Regione”.

Baldino ha risposto con fermezza al consigliere Giardino che lo ha accusato di immobilismo e di aver tergiversato sulle decisioni: “Respingo categoricamente questa disamina, in dieci giorni abbiamo ribaltato l’azienda creando 700 posti letto Covid. Siamo stati i primi a dedicare un ospedale all’emergenza, i primi a sperimentare nuove cure come l’eparina, i primi a sostenere il lavoro delle Usca. Poi di errori sicuramente ne sono stati fatti – ha concluso Baldino – ma solo chi non fa non sbaglia”.

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