Multata perché pedalava sul marciapiede: “Strada pericolosa, senza ciclabile”

14 Agosto 2020

I marciapiedi sono off-limits per le biciclette. Lo specifica il Codice della strada, e lo ha scoperto a sue spese una mamma che dopo essere stata multata ci ha scritto.

“Stavo tornando a casa con le mie due figlie, con le biciclette, e stavamo percorrendo il marciapiede di via 1° maggio perché non c’è la pista ciclabile e perché la strada è molto pericolosa – scrive -. Siamo state fermate dalla polizia che ci ha multate perché eravamo sul marciapiede”.

Una applicazione alla lettera dell’articolo 3, che recita che “il marciapiede è quella parte della strada, esterna alla carreggiata, destinata ai pedoni”, e quindi le bici – classificate come velocipedi e considerate veicoli a tutti gli effetti, e che di conseguenza devono essere tenute il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (art. 143) – sarebbero di intralcio e rischierebbero di investire qualche pedone.

Tutto nella norma, quindi ma, secondo l’opinione della mamma multata, “non tiene conto della pericolosità del tratto stradale (a doppia carreggiata e percorso da auto e camion in velocità), dell’assenza di corsia riservata alle due ruote, e anche della probabile carenza di pedoni sul marciapiede in un tratto di strada periferico, al 13 di agosto.

La multa, per i ciclisti che vengono pizzicati a pedalare sul marciapiede, va da un minimo di 41 euro a un massimo di 168 euro. Il Codice della strada stabilisce anche che i ciclisti debbano condurre la bicicletta a mano quando sono di intralcio o costituiscono un pericolo per i pedoni, come ad esempio in occasione di manifestazioni pubbliche all’aperto dalla grande affluenza.

Non solo: l’articolo 158 del Codice ne vieta anche la sosta sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione. Quindi, riassumendo, marciapiedi vietati, in sosta o in transito, alle biciclette: sì alle pedalate, ma solo sulla ciclabile o in carreggiata.

Per finire un accenno all’articolo 182: “I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro”.

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