Parla uno degli accusati

Far West al Tuxedo, individuati i tre napoletani che si difendono

18 settembre 2020

Tuxedo per G.Lambri (FotoDELPAPA)

Sono stati identificati i tre presunti protagonisti della rissa scoppiata la scorsa settimana al Tuxedo. E c’è anche una controversione riferita all’episodio. E’ quella che arriva dalla voce di uno dei tre clienti che, per come l’hanno raccontata i gestori del Tuxedo, hanno messo a ferro e fuoco il pub, mandando al pronto soccorso quattro persone in brutale reazione ai richiami al rispetto delle regole anti-Covid, cioè indossare la mascherina e consumare seduti a un tavolo e non in piedi nel locale. Il cliente, nell’intervista pubblicata su Libertà in edicola oggi, parla di provocazioni e di insulti con l’aggravante razziale. Nel senso che l’epiteto “piacentini di m…” con cui avrebbero mandato al diavolo titolari e clienti nell’allontanarsi dal Tuxedo non sarebbe che la risposta per le rime al “napoletani di m…” che si erano ripetutamente sentiti rivolgere. Risultato: denunce e contro denunce sul tavolo della Procura che dovrà ora formulare le ipotesi di reato.

“Le mascherine non c’entrano niente, ce l’avevamo quando siamo arrivati e ci siamo seduti al bancone. Poi ci hanno chiesto di spostarci verso i tavoli all’esterno del locale e poco dopo ci è stato detto che non potevamo stare neanche lì: una serie di ostilità sfociate in insulti ai “soliti napoletani”, ai “napoletani di m… ”, e alla fine in un pugno che è stato la miccia di tutto”.

La racconta così Raffaele. “Raffaele in arte “mister Anonimo”, in riferimento all’attività di musicista, passione giovanile che continua a coltivare in abbinamento all’impiego di commerciante di auto anche sul Piacentino.

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categorie: Cronaca Piacenza

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