Superate le mille vittime in otto mesi: la media è di 4 al giorno

23 Ottobre 2020

Il drammatico, ma purtroppo ormai prevedibile, traguardo dei mille decessi nel Piacentino da Coronavirus è stato raggiunto. Un tributo altissimo per una provincia che da subito ha iniziato a soffrire la diffusione del contagio, a iniziare dalle fasce più fragili: gli anziani, soprattutto quelle con altre patologie che già li tormentavano. Ma non solo. Ad arrendersi al virus che ha messo in ginocchio il mondo intero, e che non guarda in faccia nessuno, sono state anche persone sane, giovani, in salute.

Partita ufficialmente in Italia il 21 febbraio a un tiro di schioppo da Piacenza, la pandemia ha iniziato subito a portarsi via tante vite anche nel Piacentino: il 26 febbraio il primo morto riferibile alla nostra città (un lodigiano ricoverato a Piacenza, poi trasferito a Parma), mentre il 29 febbraio la prima vittima piacentina (una 81enne ricoverata a Parma). Una escalation che in tre settimane (era il 14 marzo) ha oltrepassato le cento nel Piacentino, raggiungendo l’apice nella seconda metà di marzo con un picco di 33 vittime in un giorno (era il 22 del mese) e toccando le 500 a fine mese.

Una curva che ha poi iniziato lentamente a scendere, fino al fatidico e attesissimo “doppio zero” del 29 maggio, con i contatori di contagi e di vittime fermi.

Ma il virus non è rimasto al palo e, dopo una estate ai minimi ha ricominciato da ottobre ad alzare la testa facendo impennare di nuovo la curva dei contagi e facendo ancora vittime. Fino al drammatico, ma purtroppo ormai prevedibile traguardo dei mille decessi in otto mesi, che significano una media di oltre 4 morti al giorno riferibili, tenendo conto anche di coloro che erano ricoverati nelle strutture piacentine pur essendo residenti fuori provincia e dei piacentini che erano in ospedali di altre città della regione.

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