Un gruppo di genitori

“Un positivo in classe, perché la quarantena non scatta subito per tutti?”

28 ottobre 2020

“Fingere di non sapere nulla in attesa di una comunicazione dell’Asl che tarda ad arrivare, oppure affidarsi al senso civico a scapito del rendimento scolastico?”. Lo scrivono alla nostra redazione alcune mamme della scuola media Italo Calvino di Piacenza, descrivendo una “falla nel protocollo sanitario che genera dubbi e ansia in molti ragazzi in età scolare”.

Giovedì scorso, infatti, uno studente dell’istituto di via Boscarelli è stato trovato positivo al Covid: non in classe, bensì nell’ambito dei controlli effettuati nella sua squadra di calcio. “Così venerdì mattina, grazie alla tempestiva comunicazione della famiglia – spiegano le madri nella lettera – siamo state informate del contagio, seppur asintomatico, di un compagno di classe. Questo esito, tuttavia, non ha sancito la sospensione automatica delle lezioni in presenza. Ma noi abbiamo deciso di tenere i figli a casa a partire dalla giornata di sabato in attesa della notifica ufficiale dell’Asl. Fino a lunedì, però, non siamo state contattate da nessuno. I nostri ragazzi non sono andati a scuola e, pur seguendo la didattica a distanza, sono stati segnati assenti sul registro. E purtroppo la presenza in aula è un criterio tenuto in considerazione per l’ammissione all’esame di fine anno…”. Altri genitori, in attesa delle indicazioni formali dell’Asl, hanno preferito mandare comunque in classe i propri figli, nonostante i contatti avuti nei giorni precedenti con il baby-calciatore positivo al virus.

“Ogni giorno leggiamo i numeri in costante aumento della pandemia – concludono le madri – ci chiediamo come dobbiamo comportarci: aspettare l’ordine di isolamento dell’azienda sanitaria locale, con il rischio di facilitare la diffusione del contagio a causa dei lunghi tempi d’attesa? O precederlo con un atto di senso civico, ovvero quello di tenere i figli a casa immediatamente, che potrebbe però penalizzarli dal punto di vista scolastico?”.
Interpellata sul caso, la dirigente della Calvino Elisabetta Ghiretti non rilascia alcun commento.

Ma un altro preside della nostra città, Alberto Mariani della scuola media Dante Alighieri in via Piatti, porta l’esempio del “cortocircuito burocratico” vissuto nel proprio istituto: “La gestione è difficile, ci sono troppe zone d’ombra nell’attività coordinata tra Asl e scuola. Riceviamo comunicazioni lente e non conosciamo l’esito dei tamponi con chiarezza, perciò si complica la riammissione in aula dopo la quarantena. Non saprei nemmeno dire con esattezza il numero di infetti individuato ad oggi alla Dante: di sicuro sette casi, ma potrebbe essere una rilevazione parziale. Serve un canale di collaborazione più appropriato”.

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categorie: Cronaca Piacenza

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