Coldiretti: “Allarme animali selvatici. In cinque anni 4.700 incidenti”

04 Novembre 2020

 

Il grave incidente stradale avvenuto nella serata di martedì 3 novembre lungo la via Emilia tra Fiorenzuola e Alseno, nel quale un uomo ha perso la vita è la moglie è rimasta ferita dopo essere usciti di strada in seguito allo scontro con un cinghiale, ha alzato di nuovo il livello di allarme di Coldiretti su danni, aggressioni e incidenti causati dagli animali selvatici.

“E’ il risultato della loro incontrollata proliferazione – si legge nel comunicato di Coldiretti Emilia-Romagna – con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente i due milioni e con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città mettendo a rischio la sicurezza sulle strade e intorno alle abitazioni con un drammatico bilancio di perdite di vite umane”.

“L’episodio di Fiorenzuola – continua Coldiretti Emilia Romagna – rappresenta solo la punta di un iceberg, poiché fra il 2012 e il 2017 in regione gli incidenti causati da animali selvatici sono stati oltre 4700, 400 dei quali solo causati da cinghiali. I selvatici sempre più spesso si spingono nei centri abitati, con segnalazioni nei paesi e nelle grandi città oltre che nelle aree coltivate, da nord a sud del Paese. Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali ma a preoccupare – ricorda Coldiretti – sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. Oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude la Coldiretti – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico”.

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