Lezioni on line, gli studenti: “Ci manca già la scuola, difficoltà per i maturandi”

16 Novembre 2020

Tra i giovani piacentini c’è già nostalgia di scuola (incredibile ma vero). L’improvviso ritorno alla didattica a distanza, dopo un breve periodo di lezioni in presenza, ha stravolto – di nuovo – la quotidianità di ragazzi e insegnanti. Così, in seguito alle disposizioni anti-Covid della scorsa settimana, le classi di licei e istituti si sono trovate davanti agli schermi dei computer, collegate dal salotto di casa o dalla camera da letto. Tra difficoltà tecniche, inevitabili incomprensioni e tante incertezze, soprattutto per i maturandi.

La consulta degli studenti di Piacenza ha interrogato alcuni allievi di città e provincia per monitorare l’efficacia del video-insegnamento. “Questa situazione non aiuta gli alunni di quinta che si preparano all’esame di maturità – intervengono Davide Patelli e Serena Zaffuto del liceo San Benedetto – regna un senso di smarrimento, ma i professori ci vengono incontro con tutti i mezzi disponibili. Siamo confusi, non ci resta che studiare e sperare”. Marta Venuto e Matilde Galliano, iscritte al Respighi, aggiungono: “Nonostante l’ottima organizzazione della didattica a distanza, sentiamo la mancanza dei compagni, delle chiacchiere, dei corridoi, insomma delle pareti che per cinque anni ci hanno circondato. E così non pensiamo di essere stimolati abbastanza per imparare, perché è difficile seguire le lezioni e recepirne i contenuti. Per non parlare degli ostacoli nello svolgimento di verifiche e interrogazioni online…”.

Anche le studentesse Mia Marchesi e Rebecca Molinelli dell’istituto paritario Marconi riconoscono la modalità ben strutturata delle video-lezioni, pur con gli inevitabili aspetti negativi: “L’attenzione dei ragazzi è inferiore e i maturandi sono davvero preoccupati”. Dal liceo Colombini, invece, ecco la voce entusiasta (e controcorrente) di Riccardo Dallacasagrande e Beatrice Ferrarini: “Oggi la didattica a distanza, senza dubbio, è più organizzata rispetto al periodo di marzo. La scuola mette a disposizione dei tablet in comodato d’uso, la collaborazione coi docenti è ottima. Insomma, si può lavorare bene anche in remoto”. Gli studenti Nicolò Bussachini e Vlad Saradan si fanno portavoce di una richiesta proveniente dall’Isii Marconi: “Le classi quinte segnalano un problema nell’organizzazione oraria e chiedono di poter seguire tutte le ore di laboratorio in presenza”. 

Costanza De Poli e Mattia Forzo raccontano la realtà del liceo Gioia: “Qui la Dad è sotto controllo e, tutto sommato, positiva. Seguire a distanza, però, ci priva della prima forma di convivenza al di fuori della famiglia, allenta i rapporti umani, nega alle classi prime la possibilità di conoscere a pieno i loro futuri compagni di viaggio e alle classi quinte toglie la condivisione dell’ultimo anno scolastico”. Il presidente della consulta provinciale degli studenti Nicolò Bussachini, insieme al vicepresidente Forzo, si rivolge direttamente ai suoi coetanei: “Questo organo di rappresentanza comprende il disagio e invita a mantenere la coesione tra ragazzi e docenti per facilitare un insegnamento il più efficace possibile”.

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