Riduzione rifiuti urbani, Legambiente: “Piacenza lontana dagli obiettivi”

15 Aprile 2021

“Occorre individuare nei prossimi 5 anni la chiusura di due inceneritori (non la semplice uscita dalla pianificazione per speciali) a cominciare da quello di Piacenza, già individuato nella precedente pianificazione”. E’ uno dei passaggi della proposta in 20 punti per una gestione più virtuosa dei rifiuti nei prossimi cinque anni, che Legambiente ha trasmesso alla Regione Emilia-Romagna.

Secondo l’associazione le esperienze in corso in tanti territori dell’Emilia Romagna dimostrano che nei prossimi 5 anni ci saranno le condizioni per aumentare in modo significativo la raccolta differenziata, i posti di lavoro connessi e per chiudere due degli otto impianti di incenerimento pubblici oggi in attività (in tutto sono 11 se si considerano anche quelli solo per rifiuti industriali).

Dai dati sullo smaltimento dei rifiuti urbani emerge che la provincia di Piacenza, con una quota annua di 208 kg pro capite è ancora molto distante dagli obiettivi previsti dal piano  Regionale sugli smaltimenti che prevede 150 kg per abitante.

Il documento propone anche soluzioni per la riduzione dei rifiuti e per la crescita dell’economia circolare:

– aumentare la raccolta differenziata con la trasformazione dei sistemi di raccolta dei rifiuti urbani verso modalità più virtuose. La strada è estendere le modalità di raccolta domiciliari e la tariffa puntuale a tutta la regione (che peraltro la normativa regionale prevedeva già obbligatorio per il 2020);
– fare crescere il riciclaggio dei materiali, con nuovi impianti e nuove filiere (ad esempio per i rifiuti elettronici e i pannolini) e con un mercato degli “acquisti verdi”;
– prevedere la contestuale dismissione di due inceneritori: già oggi l’aumento della raccolta differenziata sta spostando centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti dal sacco dell’indifferenziato a quello della differenziata: non avrebbe senso mantenere attivo tutto il parco impiantistico se non per garantire il business dei gestori;
– chiudere le discariche esaurite, bonificando le situazioni critiche e utilizzandole per parchi fotovoltaici;
– frenare i rifiuti da smaltire che vengono da fuori regione;
– dotarsi di un Piano per la prevenzione dei rifiuti urbani che preveda azioni dirette (es. accordi con la Grande distribuzione per la riduzione degli imballaggi, l’incentivazione del compostaggio locale, ecc.) e una campagna di informazione rivolta ai consumatori sulla riduzione dei prodotti monouso (come stoviglie e posate);
– incentivare il ruolo del terzo settore nell’economia circolare e promuovere pratiche di riparazione e rigenerazione di Raee a fine vita, al fine di poterli rimettere in vendita o donarli a famiglie e cittadini in difficoltà economiche e sociali.

 

IL DOCUMENTO DI LEGAMBIENTE

 

 

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