Levante, ricostruita in aula la presunta tortura: “Per favore no, implorava la vittima”

13 Maggio 2021

Schiaffi a ripetizione, uno dietro l’altro, intercalati da urla e da richieste di smettere. Tre minuti di violenza che devono essere durati un’eternità per la vittima, un 25enne egiziano fermato dai carabinieri della caserma Levante di Piacenza l’8 aprile 2020. “Per favore no”, implorava il giovane, come si sente chiaramente anche dagli audio registrati da una microspia piazzata dagli investigatori.

Nell’ambito del processo all’appuntato Angelo Esposito, l’unico carabiniere della Levante che ha scelto il rito ordinario perché si professa estraneo ai reati contestati, oggi 15 maggio è intervenuto il maresciallo Michele Antonetti, che all’epoca dell’indagine sulla caserma di via Caccialupo era in servizio alla guardia di finanza di Piacenza. “Il pestaggio è durato tre minuti e la vittima è stata colpita una ventina di volte”, ha dichiarato.

Imputati per quel pestaggio sono gli appuntati Giuseppe Montella, Giacomo Falanga, Salvatore Cappellano e Angelo Esposito, con i primi tre che hanno optato per il rito abbreviato.
Si tratta di uno dei due episodi in cui viene contestato il reato di tortura (l’altro riguarda un 18enne lodigiano che venne denudato nel cortile della caserma).

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