I pellegrini ritrovano il guado di Sigerico: festa per il varo della nuova imbarcazione

24 Maggio 2021


Il pellegrinaggio si interruppe nei primi mesi del 2020 dopo il furto della barca del traghettatore Danilo Parisi, avvenuto quasi contestualmente all’esplosione della pandemia. E’ per questo che il varo della nuova imbarcazione che consente di attraversare il guado di Sigerico, sul Po, avvenuta ieri, domenica 23 maggio, ha avuto il sapore della rinascita. Costata 30mila euro, è stata frutto del sostegno economico di diversi soggetti: in primis, per la parte più consistente, la Regione Emilia Romagna, ma anche la Confraternity of Pilgrims che da sola – tramite un passaparola e una raccolta fondi online tra i pellegrini di tutto il mondo passati da Calendasco – è riuscita a recuperare 6500 euro, il Comune di Calendasco e le associazioni Amici del Cammino di San Colombano e Transitum Padi.
Proprio ieri, in riva al Grande Fiume, si sono radunate autorità, sindaci in testa, ma anche bambini che hanno osservato con attenzione l’emozionante momento in cui la nuova “San Colombano” è stata calata in acqua. Neppure il tempo del varo che sono giunti quattro pellegrini dalla sponda lodigiana, pronti ad essere imbarcati.

Presente anche il medievalista Franco Cardini, ospite d’eccezione della giornata e protagonista di una tavola rotonda nella quale ha spaziato da Dante al conflitto in Iraq, da San Colombano fino alla politica di oggi.

“Il pellegrinaggio? Nasce nello scontro tra nomadismo e sedentarietà: due mondi in conflitto, ma che rappresentano ancora oggi una realtà attuale – ha spiegato Cardini -, in cui chi è stanziato stabilmente tenta di uccidere lo straniero”.

Cardini – che resterà tra Calendasco e Piacenza per una settimana, per approfondire i suoi studi e per tenere lezioni online – fa risalire il tema del pellegrinaggio dall’arrivo in Europa delle popolazioni di nomadi guerrieri dell’estremo Est.

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