Protezione civile e pandemia: “Lo stop degli addestramenti allontana i volontari”

26 Maggio 2021

Siamo abituati a vedere le divise gialle tra le macerie dei terremoti, nel fango delle alluvioni e in generale in ogni calamità che colpisce il nostro Paese. Dietro agli interventi in emergenza, messi in campo dai volontari di Protezione Civile, c’è un’intensa attività di formazione fatta di lezioni in aula e addestramenti sul campo durante la quale si forma quello spirito di gruppo, fondamentale per l’efficacia degli interventi. Dal febbraio 2020 a causa della pandemia da Covid, le attività formative sono state bloccate per il rispetto delle norme anticontagio.

“Lo stop delle attività formative ha allontanato alcuni volontari – spiega Leonardo Dentoni, referente del Coordinamento provinciale di Protezione civile -. Il nostro settore vive di rapporti interpersonali e, per fare gruppo, sono essenziali lezioni e addestramenti. Qualcuno si è un po’ staccato dall’associazione nel corso di questi 15 mesi e quelli che si sono aggregati durante la pandemia sono difficili da integrare proprio perché mancano gli addestramenti”.

Alcune attività che non prevedono assembramenti sono ripartite da pochi giorni. “Abbiamo preparato un calendario di esercitazioni che arriva fino a Natale – aggiunge Dentoni -, l’auspicio è quello di poterlo attuare. Da settembre abbiamo previsto esercitazioni sul rischio idraulico in Po, per la gestione dei campi in caso di calamità e l’utilizzo di attrezzature rimaste ferme. Intanto come sempre in estate saremo impegnati nell’anticendio boschivo”.

Durante la pandemia ci sono state anche note positive, come la nascita di nuovi gruppi e l’aggregazione al Coordinamento di altre associazioni. I volontari piacentini di Protezione civile sono circa 700. Il completamento della nuova sede del Polo logistico nazionale a Montale è previsto per il prossimo anno.

IL SERVIZIO DI NICOLETTA MARENGHI

Leonardo Dentoni

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