Respighi, una classe da smembrare. Studenti contro: “Altro stress dopo la Dad”

23 Giugno 2021

“Smembramento di una classe terza”. Così recita la comunicazione ricevuta da alcuni allievi del liceo Respighi di Piacenza, da parte della preside Simona Favari. Una circolare che è stata accolta da qualche malumore, perché “dividerci e ripartirci in altre classi è una decisione terribile, che ci disorienta all’improvviso e interrompe i nostri legami costruiti negli ultimi tre anni, peraltro dopo questi mesi di Covid per nulla semplici”, incalza un gruppo di ragazzi.

Nella circolare dell’istituto di barriera Genova si legge che “in seguito alla determinazione degli organici da parte dell’ufficio scolastico provinciale, risulta necessario ridurre di un’unità il numero delle classi quarte di scienze applicate per l’anno 2021/22. Si provvederà quindi all’indicazione della classe da smembrare, applicando l’apposito regolamento”. Pronta la replica, trasmessa via email: “Noi genitori e studenti manifestiamo tutta la nostra perplessità, i ragazzi hanno instaurato relazioni e legami profondi. In alcuni casi il trasferimento in nuovi gruppi sarebbe estremamente controproducente”.

Va detto, però, che la riorganizzazione di un determinato numero di allievi non è una novità, anzi un meccanismo che si ripete quasi ogni anno a seconda degli organici stabiliti dall’ufficio scolastico provinciale.

“Anche in considerazione dell’aumento complessivo degli iscritti nel nostro territorio, cioè 254 allievi in più – spiega il ‘decano’ dei presidi Mauro Monti – gli istituti superiori di Piacenza e provincia avevano chiesto 24 classi aggiuntive per il prossimo anno scolastico, ma il provveditorato ne ha concesse solo nove. A fronte di ciò, quindi, alcuni plessi devono procedere alla riorganizzazione delle classi esistenti, provvedendo ad accorpamenti o riduzioni delle nuove prime”. I tagli riguardano – tra gli altri – anche i licei Gioia e Colombini e gli istituti Romagnosi e Volta.

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