Case Acer, una famiglia: “Caldaia ferma da tre anni, scaldiamo l’acqua in pentola”

26 Giugno 2021

Sei piani di scale di cemento scuro. L’ascensore c’è, va detto, ma non tutte le sedie a rotelle riescono a entrarvi. Quella di Mohamed El Hajji sta piegata nella sala di casa sua: lui sta seduto su un divano basso, di fianco ha il bastone che si rigira in una mano. Mohamed ha sessant’anni, anche se sembra più giovane; da ottobre 2020 a marzo di quest’anno ha fatto il giro degli ospedali della provincia perché ha avuto un ictus. Ora si muove a fatica, prima invece ha lavorato come agricoltore e carrellista. Insieme alla moglie Chadli e alla figlia di tredici anni vive al sesto piano di uno degli alloggi Acer in via Marinai d’Italia. Ci abita da tre anni.

E da tre anni è senza caldaia: “Vede, io quando ho bisogno dell’acqua calda, la metto a bollire qui – spiega Chadli mostrano una pentola profonda dal fondo annerito – poi ci riempio anche le bottiglie che metto nel letto mio e di mia figlia per scaldarlo”. Come i “preti” di una volta, quelle grandi strutture che servivano a scaldare i giacigli fino agli anni Cinquanta, solo che oggi siamo nel 2021.

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